SOSO
5 febbraio 2010Qui in calce il documento “SOSO” – Sondrio Sostenibile – Il progetto per una Sondrio sostenibile entro il 2020.
Con questa iniziativa vorremmo contribuire all’apertura di un laboratorio di idee e proposte per affrontare, con il contributo di tutti i membri della maggioranza, il tema della sostenibilità, per renderlo comune denominatore delle scelte amministrative che ci attendono.
Lunedì 15 febbraio alle ore 20.45 presso la sede di Sondrio Democratica e nostra presenteremo il documento attraverso una sua lettura ragionata.
Vi aspettiamo.
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download: SOndrioSOstenibile (2.25MB) added: 05/02/2010 clicks: 27 description: Il progetto per una Sondrio sostenibile entro il 2020 |
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download: Moroder (518.62KB) added: 11/02/2010 clicks: 11 description: documento elaborato recentemente (novembre 2009) da Helmuth Moroder, presidente della Commissione Ambiente e Mobilità del Comune di Bolzano, oltre che vicepresidente del CIPRA ("Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi", da anni impegnata a favore di uno sviluppo sostenibile delle Alpi) e promotore-realizzatore del treno Merano-Malles. |
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Energia, svolta della Germania. Il governo decide di tornare al nucleare.
25 gennaio 2010L’accordo della Merkel con i produttori di energia cambia la politica
tedesca decisa dall’esecutivo Rossoverde di Schroeder
BERLINO – Sottovoce, step by step, la Germania riabilita il nucleare. La prima potenza europea, il paese che era stato anche il primo tra i big del Vecchio continente a decidere l’addio all’uso civile dell’energia atomica, ci ripensa. Dopo negoziati con i produttori di energia, il governo Merkel ha deciso – scrive oggi l’autorevole quotidiano conservatore Die Welt, molto vicino all’esecutivo – che per il momento tutti i 17 reattori nucleari resteranno in esercizio. Addio dunque all’addio al nucleare, che era stato deciso dal governo ‘rossoverde (socialdemocrazia ed ecologisti) al potere tra il 1998 e il 2005 con il cancelliere Gerhard Schroeder e il suo vice Joschka Fischer. Le decisioni finali, Berlino le prenderà in autunno. Presentando un paper strategico sulle scelte di fondo della politica energetica del paese. Ma comunque il documento, sempre in base al resoconto di Die Welt, porrà condizioni per un sostanziale prolungamento del ciclo produttivo dei reattori in servizio. Intanto due grossi reattori che avrebbero dovuto essere spenti ad aprile e a maggio resteranno accesi, e il segnale è chiarissimo, inequivocabile. …continua a leggere »
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Immigrazione. Permesso di soggiorno: irregolari anche i ritardi.
18 gennaio 2010Per legge va rilasciato, a chi ne ha i requisiti, in 20 giorni: ma ci vuole un anno.
«Lo Stato ha il dovere di fare rispettare le leggi, di fare rispettare le regole», ha detto e ripetuto più volte, anche in questi giorni, Roberto Maroni. Parole d’ oro. Ma valgono per tutti o solo per gli immigrati? La domanda è obbligatoria. Il testo unico sull’ immigrazione nella versione modificata prima dalla Legge Bossi-Fini, poi dal pacchetto sicurezza del 2008 e infine dalla legge 94 del 15 luglio 2009 dice infatti, nero su bianco, che «il permesso di soggiorno è rilasciato, rinnovato o convertito entro venti giorni dalla data in cui è stata presentata la domanda». Sì, ciao! Violando quotidianamente quella legge che il grintoso ministro degli Interni dichiara ogni giorno di volere far rispettare, gli uffici pubblici italiani impiegavano mediamente l’ anno scorso, per dare i documenti a chi ne aveva diritto, 291 giorni. Dati ufficiali, del prefetto Rodolfo Ronconi, della Direzione centrale d’ immigrazione al Viminale. Il che significa che in diversi casi il tempo di attesa sfondava i dodici, tredici mesi. Con punte estreme, soprattutto in alcune aree del Paese, ancora più inaccettabili. E secondo gli operatori l’ andazzo, a causa del superlavoro imposto dalla sanatoria per le badanti, si è ulteriormente aggravato. Cosa significhi per un immigrato in regola con tutte le carte vedersi negato questo diritto (diritto: non è una graziosa concessione) lo spiega ad esempio Shukri Said, una somala da molti anni a Roma, cittadina italiana, attrice con una particina in Don Matteo (faceva la parte di una «carabiniera» di colore) segretaria dell’ associazione Migrare: «Quando gli immigrati vanno a chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno alle Poste, si …continua a leggere »
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I consumi divorano il pianeta
12 gennaio 2010I dati dello “State of the World 2010″, il rapporto del Worldwatch institute. I 500 milioni di dindividui più ricchi del mondo sono responsabili del 50% delle emissioni globali di anidride carbonica di ANTONIO CIANCIULLO
12.01.2010 – Repubblica.it
QUALCHE zoommata: i bambini inglesi riconoscono più facilmente i diversi Pokémon che le specie di fauna selvatica; i bambini americani di due anni non sono in grado di leggere la lettera M, ma molti riconoscono gli archi a forma di M dei ristoranti McDonald’s; due cani pastore tedeschi consumano più risorse in un anno di un abitante medio del Bangladesh. E un dato d’assieme: i 500 milioni di individui più ricchi del mondo (circa il 7 per cento della popolazione globale) sono responsabili del 50 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica, mentre i 3 miliardi più poveri sono responsabili di appena il 6 per cento delle emissioni di CO2.
Sono alcune delle cifre contenute nello State of the World 2010, il rapporto del Worldwatch Institute (appena uscito negli Stati Uniti, in Italia sarà pubblicato da Edizioni Ambiente) dedicato quest’anno soprattutto a un’analisi dei consumi. Ingozzarsi di cibo e di merci non fa bene né ai singoli né all’ambiente. Dal punto di vista della salute individuale c’è da notare che molti degli individui più longevi consumano 1.800-1.900 calorie al giorno, cibi poco trattati e pochissimi alimenti animali, mentre l’americano medio consuma 3.830 calorie al giorno. Dal punto di vista della salute globale c’è da rilevare che tra il 1950 e il 2005 la produzione di metalli è sestuplicata, il consumo di petrolio è aumentato di otto volte e quello di gas naturale di quattordici; un europeo medio usa 43 chilogrammi di risorse e un americano 88; a livello globale ogni giorno si prelevano risorse con le quali si potrebbero costruire 112 Empire State Building. Circa il 60 per cento dei servizi offerti gratuitamente dagli ecosistemi – regolazione climatica, fornitura di acqua dolce, smaltimento dei rifiuti, risorse ittiche – si sta impoverendo.
E la corsa a divorare il pianeta diventa sempre più veloce: negli ultimi cinque anni i consumi sono saliti del 28 per cento. Nel 2008, globalmente, si sono acquistati 68 milioni di veicoli, 85 milioni di frigoriferi, 297 milioni di computer e 1,2 miliardi di telefoni cellulari. Non sono aumenti dovuti solo all’incremento demografico: tra il 1960 e il 2006 la popolazione globale è cresciuta di un fattore 2,2, mentre la spesa pro capite in beni di consumo è quasi triplicata.
Non mancano comunque segnali positivi che mostrano l’irrobustirsi di fenomeni di controtendenza. Il rapporto americano cita, tra gli altri, due casi italiani. Il primo è il “piedibus”, un sistema per mandare i bambini a scuola con accompagnatori che organizzano un percorso a piedi, con “fermate” per far aggregare al gruppo altri studenti. A Lecco ogni giorno 450 alunni delle scuole elementari raggiungono a piedi le classi seguendo 17 percorsi, accompagnati da un “conducente” e genitori volontari. Dalla loro creazione, nel 2003, questi “piedibus” hanno evitato circa 160 mila chilometri di spostamenti con veicoli a motore. Oltre a ridurre l’impatto ecologico, questo modo di andare a scuola insegna la sicurezza stradale e favorisce l’esercizio fisico.
Il secondo segnale positivo italiano segnalato dal Wordlwatch Institute riguarda le scuole romane. Il 67,5 per cento del cibo servito nelle scuole della capitale è biologico e in buona parte proviene da catene specializzate in prodotti del territorio o ha un certificato “equosolidale” o è stato prodotto da cooperative sociali che lavorano terra confiscata alla mafia.
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Immigrazione. Il dolore degli uomini.
11 gennaio 2010«Volevamo braccia, sono arrivati uomini», sospirò trent’anni fa lo scrittore svizzero Max Frisch spiegando perché troppi connazionali fossero così ostili agli immigrati italiani contro cui avevano scatenato tre referendum. Ostilità antica. Anche i nostri nonni furono portati in salvo come i neri di Rosarno. Le autorità furono costrette a organizzare dei treni speciali per sottrarli nel 1896 al pogrom razzista scatenato dai bravi cittadini di Zurigo. E altri gendarmi e altri treni avevano sottratto i nostri nonni, tre anni prima, ad Aigues Mortes, alla furia assassina dei francesi che accusavano i nostri, a stragrande maggioranza «padani», di rubare loro il lavoro.
L’abbiamo già vissuta questa storia, dall’altra parte. Basti ricordare, come fa Sandro Rinauro ne «Il cammino della speranza», che secondo il Ministero del Lavoro francese «alla fine del 1948 dei 15.000 italiani presenti nel dipartimento agricolo del Gers, ben il 95% era irregolare o clandestino». Come «irregolari» sono stati almeno quattro milioni di nostri emigrati. C’è chi dirà: erano altri tempi e andavano dove c’erano posto e lavoro per tutti! Falso. Perfino l’immenso Canada, spiega Eugenio Balzan sul «Corriere» nel 1901, era pieno di disoccupati e a migliaia i nostri «s’aggiravano in pieno inverno per Montréal stendendo le mani ai passanti». Tutto dimenticato, tutto rimosso. Basti leggere certi commenti, così ferocemente asettici, di questi giorni. «Chi non lavora, sciò!» Anche quelli che erano a Rosarno dopo aver perso per primi il lavoro nelle fabbriche del Nord consentendo un’elasticità altrimenti più complicata e cercano di sopravvivere in attesa della ripresa? Sciò! Anche quelli che fanno lavori che i nostri ragazzi si rifiutano di fare? Sciò! Anche quelli che lavorano in nero per un euro l’ora? Sciò!
Mai come stavolta è chiaro come l’abbinamento clandestino = spacciatore è spesso un’indecente forzatura. A parte il fatto che moltissimi a Rosarno avevano il permesso di soggiorno, c’è un solo spacciatore al mondo disposto a lavorare dall’alba alla notte per 18 euro, ad accatastarsi al gelo senza acqua e luce tra l’immondizia, a contendere gli avanzi ai topi? Dice il rapporto Onu 2009 che chi lascia l’Africa per tentare la sorte in Occidente vede in media «un incremento pari a 15 volte nel reddito » e «una diminuzione pari a 16 volte nella mortalità infantile» dei figli. Questo è il punto. Certo, non possiamo accogliere tutti. Ma proprio per questo, davanti al dolore di tanti uomini, ci vuole misura nell’usare le parole. Anche la parola «legalità». Tanto più che, ricordava ieri mattina «La Gazzetta del Sud», l’Inps scheda come «braccianti agricoli metà dei disoccupati della Piana». Un andazzo comune a tutto il Sud: 26 falsi braccianti agricoli smascherati nel 2008 in Veneto, 146 in Lombardia, 26 mila in Campania, 14 mila in Sicilia, 16 mila in Puglia, 10 mila in Calabria. Dove secondo i giudici antimafia buona parte delle false cooperative agricole che poi magari usano i neri in nero sono legate alla ’ndrangheta. Dio sa come il nostro Paese abbia bisogno di rispetto della legge: ma quali sono le priorità della tolleranza zero?
Gian Antonio Stella – Corriere.it
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5 febbraio 2010 – 17:16Qui in calce il documento "SOSO" - Sondrio Sostenibile – ...
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25 gennaio 2010 – 23:48L'accordo della Merkel con i produttori di energia cambia la ...
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18 gennaio 2010 – 16:49Per legge va rilasciato, a chi ne ha i requisiti, ...
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12 gennaio 2010 – 23:08I dati dello "State of the World 2010", il rapporto ...
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9 gennaio 2010 – 15:19Il provvedimento riguardante la formazione delle classi, varato ieri dal ...
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8 gennaio 2010 – 20:22Sappiamo da tempo che l'immigrazione è il fenomeno che forse ...
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1 gennaio 2010 – 22:53Auguri di un buon 2010 http://www.youtube.com/watch?v=jqxENMKaeCU Viviamo in tempi eccezionali. Gli scienziati ...
Nessun Commento »Rubbia: “L’errore nucleare. Il futuro è nel sole”
30 novembre 2009 – 19:46Parla il Nobel per la Fisica: "Inutile insistere su una ...
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