La Curia difende la moschea

Scritto da Bonnie il 13 maggio 2008

«Aiuta Padova, libertà di culto»

La Diocesi cura anche un sito Internet destinato a tenere aperto il dialogo con i musulmani presenti in città

MILANO — La Curia gela i leghisti di Padova, impegnati a raccogliere firme per chiedere un referendum, diventato in pochi giorni il loro cavallo di battaglia: moschea sì, moschea no? «Alle 5.000 indispensabili quasi ci siamo, faremo il pienone», esulta il segretario provinciale del Carroccio, Maurizio Conte. Convinto di vincere la sfida lanciata al sindaco Flavio Zanonato (Pd), reo di aver trovato un luogo di culto ad hoc, per gli immigrati di fede islamica. Ma il vescovo, monsignor Antonio Mattiazzo, difende la libertà di religione. Del resto, la Diocesi ha sempre tenuto il dialogo aperto con i fratelli musulmani (basta consultare il sito www.padovaislam.it) e ora, sul caso specifico, non esita a prendere posizione. Con un documento, reso noto ieri. Che, in sintesi, dice: nel rispetto delle leggi e delle procedure, la moschea è un’occasione per i padovani di «imparare a vivere insieme, pur nella diversità. Essa può favorire il clima di concordia. Per superare paura e allarmismo — puntualizza tuttavia la Curia — non è lesivo della libertà religiosa che le autorità competenti chiedano, e rendano note alla città, garanzie sulle attività, i finanziamenti e i soggetti responsabili di questi nuovi centri di aggregazione e di preghiera». Insomma, si proceda con le dovute cautele.

Chi boccia senza appello l’iniziativa leghista è don Cesare Contarini, direttore de La difesa del popolo, organo ufficiale della Diocesi. «Moschea sì, moschea no? Di questo tormentone non si sentiva proprio il bisogno — scrive nel suo editoriale —. Comunque, la risposta è sì. Come cittadini non si può dire no a un diritto riconosciuto dalla Costituzione; come cristiani, siamo contenti che ogni uomo e ogni donna preghino, tanto più se è il nostro stesso Dio (pur conosciuto e adorato in maniera molto diversa)». Il leghista Conte ribatte, ruvido: «Bene, allora sia la Curia a dare ai musulmani un edificio per pregare! Non l’Amministrazione comunale. I padovani pagano le tasse per utilizzare i loro beni pubblici». E aggiunge, provocatorio: «Anche se il bene messo a disposizione degli adoratori di Allah fosse di proprietà della Chiesa, ho l’impressione che molti cristiani cattolici avrebbero qualche cosa da obiettare!». Don Cesare tira dritto: «Conte mente sapendo di mentire. È chiaro a tutti che la struttura concessa dal sindaco ai musulmani verrà ristrutturata a spese degli stessi e che, una volta ammortizzati i costi, i fruitori pagheranno l’affitto. Il punto è un altro — continua — ha senso giocare con la religione per fini politici?». Nel 2009 a Padova si vota, e la Lega vorrebbe espugnare anche questo fortino (di sinistra) del Nordest.

Marisa Fumagalli
11 maggio 2008

fonte: Corriere.it 


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