Val di mello forse salva

Scritto da Loris il 20 gennaio 2009

AMBIENTE VALMASINO
■ Da gennaio 2009 la Valtellina ospita l’area protetta più vasta della Lombardia, la riserva naturale della Val di Mello. A siglare la nascita  ufficiale della zona di tutela è stato il via libera – all’unanimità – di mercoledì scorso della commissione ambiente della Regione, che precede di qualche giorno la discussione e l’ormai scontata approvazione in consiglio regionale entro fine mese. Un sospiro di sollievo e tanta soddisfazione per chi questa riserva l’ha voluta sin dal primo giorno, cioè il comune di Valmasino e l’Ersaf (Ente regionale foreste) che saranno anche i gestori della riserva. Ma pieno consenso arriva da associazioni e consorzi locali, climber, boulder, escursionisti. Perché da sempre la Val di Mello è il paradiso dei assisti e degli alpinisti, dal verde del fondovalle fino ai picchi pelati, alle pareti, alle placche
e alle vie alle quali gli scalatori hanno affibbiato nomi bizzarri e romantici (“Mani di fata”, “Trapezio d’argento”, “Sperone degli gnomi”…). Ma prima di arrivare all’istituzione dell’area protetta si è dovuto percorre un iter complesso, fatto di confronti, scontri, richieste e passaggi burocratici. E se Comune di Valmasino e pescatori sono stati accontentati nelle loro richieste di piccole concessioni e deroghe, i cacciatori
sono stati totalmente banditi dalla nuova riserva che sarà suddivisa in tre fasce di rispetto, una integrale, una “orientata” e una “parziale” di interesse paesistico. La delibera con cui il Comune istituiva la riserva risale al 27 luglio del 2007 mentre è del 18 aprile dello scorso anno il provvedimento della giunta regionale che ha avviato l’iter conclusosi ieri in commissione.
Dopo l’ultimo passaggio in consiglio regionale la palla adesso passa agli esecutori della riserva, Comune ed Ersaf, che si impegneranno nel piano di gestione «Siamo felici per il passaggio positivo dell’iter in Regione a favore della tutela di un territorio considerato da molti uno dei più bei paesaggi dell’intero arco alpino, un vero e proprio paradiso naturale. Dopo il passaggio in consiglio regionale partiremo subito con il Piano di gestione – ha dichiarato il sindaco di Valmasino, Ezio Palleni – che renderà concrete le disposizioni contenute nel progetto della riserva della Val di Mello, questa piccola grande fetta di territorio conosciuta in tutta Europa. Una zona a fortissima vocazione e frequentazione turistica che dopo anni di battaglie per salvarla da speculazioni edilizie, dagli assalti per privarne l’acqua, ora tuteliamo a 360 gradi convinti che gli effetti positivi di questa scelta anche dal punto di vista turistico ed economico si faranno sentire presto». Che l’attuazione della riserva non sia stata, in ogni caso, indolore lo conferma anche Giovanni Bordoni, consigliere regionale eletto nelle liste di Fi e relatore del documento portato in Regione. «Non sono mancati i problemi affrontati e superati in Conferenza dei servizi, alla presenza
dei delegati del Comune di Valmasino, della Provincia di Sondrio e del Comprensorio alpino di caccia di Morbegno – ha sottolineato -. Il Comune chiedeva che fossero rese possibili deroghe in termini di possibilità di ampliare fabbricati esistenti (strutture ricettive) per adeguarli alle norme igienico-sanitarie, aspetto su cui abbiamo convenuto, così come è stato raggiunto un accordo con la Provincia che chiedeva fosse confermata la possibilità di esercitare la pesca in Val di Mello costituendo questo sport motivo di richiamo in zona. Diversamente non è stata accolta la richiesta del Comprensorio alpino di caccia che avrebbe voluto il mantenimento di determinate aree cacciabili». Il fatto che la gestione della riserva sarà a carico del Comune costituisce una novità nel panorama delle aree protette. «Solitamente queste proposte arrivavano “dall’alto” ma, così facendo, si è evitato di costituire un ennesimo organismo di gestione, costoso e difficile da far funzionare -
ancora Palleni -. Inoltre la vera e assoluta novità è che per la prima volta una richiesta di protezione del territorio arriva veramente dal “basso”, fatto di cui gli amministratori di Val Masino possono essere orgogliosi ».
In questo il Comune ha trovato l’appoggio «di Regione, Provincia, Comunità Montana e il Comune Mello (proprietario di una parte del territorio). Tutti si sono resi conto che questo è un paesaggio di altissimo pregio, e come tale va tutelato, perché rappresenta un vero patrimonio oggi e soprattutto per le future generazioni. Così come la più importante Associazione di Val Masino che raccoglie oltre l’ 80% della popolazione attiva della valle, quella degli Operatori Turistici». E ancora «l’iniziativa è fortemente sentita come “nostra”, della popolazione locale, che prevede forme di sviluppo duraturo, con reciproco confronto tra Comune e operatori».
Sabrina Ghelfi

AMBIENTALISTI ENTUSIASTI
La “bandiera verde” di Legambiente era già stata consegnata

Per la sua costituzione lo scorso settembre è già arrivato un riconoscimento ufficiale, quello di Legambiente che aveva voluto premiare la creazione della futura Riserva naturale della Val di Mello con la famosa “bandiera verde”. Il riconoscimento viene assegnato dall’associazione ambientalista in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, a chi si è distinto per comportamenti virtuosi nella protezione e la valorizzazione dei territori alpini. Gli stessi principi che hanno animato Comune di Valmasino ed Ersaf (Ente regionale foreste) che hanno fortemente voluto l’istituzione della zona protetta.
La scelta dell’associazione ambientalista sulla riserva valtellinese, infatti, è stata fatta per premiare la volontà dell’ente, supportato  a Ersaf e dal Consorzio proprietari della Val di Mello, nel dare grande impulso all’istituzione dell’area in Val di Mello, allargandone i confini inizialmente previsti. Concetti ribaditi da Damiano Di Simine di Legambiente Lombardia, insieme a Lorenzo Baio, responsabile della Carovana delle Alpi, a Giampietro Tentori, responsabile progetto Case nella Foresta che avevano voluto consegnare il vessillo verde direttamente nelle mani del sindaco Ezio Palleni. Legambiente ha «coronato un lavoro che parte da lontano – ha detto Damiano Di Simine -. L’istituzione della riserva naturale suggella gli sforzi di un’intera area che, con le sue scelte di sostenibilità, ha mantenuto intatte le caratteristiche naturali della valle, impostandovi un’offerta turistica che oggi esercita un richiamo internazionale». E ancora: «questa vallata ha saputo impostare una proposta di turismo che è allo stesso tempo giovanile e frizzante, internazionale e radicata nella tutela e promozione di valori autenticamente
locali -. Crediamo che gli amministratori della Lombardia dovrebbero andare molto fieri di quanto ha ottenuto la piccola comunità di Valmasino in una regione che, purtroppo, non può certo vantare grandi prestazioni per quanto riguarda la qualità dell’offerta turistica
legata alla montagna».
I DIVIETI
D’ora in poi stop a centraline e nuovi edifici

Sulla carta i giochi sono fatti. Ora si passa ai fatti innanzitutto con la pianificazione: entro 12 mesi i gestori, cioè Comune di Valmasino ed Ersaf, dovranno redigere il piano della riserva naturale che dovrà essere preceduto da uno studio interdisciplinare.
A disposizione ci saranno i contributi assegnati dalla Regione, nonché le risorse proprie o altri finanziamenti. La parola chiave della riserva è tutela, che sarà applicate in modo differente nelle tre aree geografiche in cui la Val di Mello verrà suddivisa: “Riserva naturale integrale”, “Riserva naturale orientata” e “Riserva naturale parziale con finalità paesaggistica”.
Fra i vincoli imposti spicca quello relativo allo sfruttamento idroelettrico della zona. Soddisfatto lo Iaps di Sondrio che da anni si batte per bloccare le centraline. «Sulla Val di Mello – sottolinea Sandro Sozzani, dello Iaps – ci risulta fosse ancora pendente la domanda di una grande derivazione (5mila kilowatt) presentata da una ditta di Bergamo, che voleva realizzare opere di captazione del Mello e costruire un canale
di gronda sulla sponda orografica destra per raccogliere le acque di tutti i torrenti, ovvero Torrone, Zocca, Qualido, Ferro.
L’idea era quella di fare una centralina vicino al ponte canale dell’Enel. Un vero scempio. L’istituzione della Riserva di fatto blocca qualsiasi ipotesi del genere e non può che entusiasmarci».
I vincoli maggiori che in generale verranno imposti sono quelli sulla zona superprotetta, la naturale integrale. Qui è vietato l’accesso alle persone non autorizzate, realizzare nuovi edifici e insediamenti produttivi, anche di carattere zootecnico; aprire nuovi sentieri, raccogliere funghi e frutti del sottobosco; il pascolo; la caccia, la pesca; coltivare cave; praticare deltaplano, parapendio sorvolare la riserva con aeromobili a motore. Medesimi limiti nella Riserva Naturale Orientata dove però si può pescare secondo le norme previste dalla L.R. 12/2001 e RR 9/2003 e dalle disposizioni provinciali per la pesca nelle acque salmonicole e si possono svolgere attività sportive e turistiche tradizionalmente effettuate, come l’alpinistismo. Mentre nella zona di Riserva Naturale Parziale si potrà effettuare il campeggio nelle aree appositamente attrezzate ma non il campeggio libero. Le eccezioni: interventi da realizzare una tantum per: la nuova edificazione, della consistenza di un massimo di mc 400 omnicomprensiva, del rifugio “Luna Nascente” ampliamento del “baitello” nelle vicinanze del rifugio
“Rasica”, per il solo adeguamento igienico-sanitario della cucina” e per una volumetria lorda pari a mc. 30; ampliamento per la realizzazione dei servizi igienici degli agriturismi esistenti; il mantenimento dell’attività del campeggio esistente in località Pancere.

17 gennaio 2009 La Provincia di Sondrio


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