Il vino italiano e la voglia di ecologia
Scritto da admin il 4 aprile 2009
VERONA - Di vino di produzione biologica e biodinamica si parla da anni e solo ora sta uscendo dalla condizione di produzione di nicchia e riservata agli appassionati del cibo biologico. Tra le altre, a Vinitaly è stata presentata l’Associazione dei produttori di vino da uve di agricoltura biologica della Sicilia, promossa dalle Città del vino, con otto aderenti. Il fatto nuovo è l’attenzione «ecologica» a tutto ciò che sta intorno al vino in sé, quindi imballaggi, etichette, tappi e bottiglie. La spinta viene dagli stessi consumatori: dopo decenni di dibattiti su argomenti ecologici, il tema è stato interiorizzato e oggi incominciano a vedersi le conseguenze anche sul piano della domanda. Ora alle aziende viene chiesta anche la «sostenibilità ambientale».
ALLUMINIO - La casa vinicola Caldirola ha presentato la bottiglia in alluminio. Riciclabile al 100% (come il vetro), a differenza del vetro però pesa molto di meno, è più resistente agli urti e alla corrosione, è riciclabile all’infinito. La linea, dal nome complicato anche graficamente di W! [AL generation], è una scelta di marketing, come ammette Michele Radaelli, amministratore delegato di Caldirola, leader italiano nella distibuzione nel segmento vetro con 85 milioni di bottiglie vendute. Ma non solo: «Sugli scaffali dei supermercati la bottiglia in alluminio emerge in modo netto», dice Radaelli, «ma in questo modo andiamo a interessare anche una fascia di consumatori più sensibile ai temi ambientali: il peso inferiore dell’alluminio significa impiegare meno carburante per il trasporto e in frigorifero raffredda prima del vetro consumando quindi meno energia elettrica».
PIÙ LEGGEREZZA – La Cantina di Soave (Vr) ha lanciato Slim, la bottiglia leggera dal peso di soli 325 grammi rispetto ai 400 grammi della tradizionale bottiglia di vetro da 750 ml. La bottiglia è inoltre prodotta per il 90% con vetro riciclato. La Cantina di Soave è la prima in Italia a impiegare questo brevetto della Saint-Gobain Vetri, che ha vinto anche l’Oscar dell’imballaggio 2009. Il tappo è a vite Stelvin. Al momento è previsto l’utilizzo dalla Slim per il Soave doc e il Valpolicella doc destinati al mercato inglese e tedesco. La Cantina di Soave ha firmato un accordo con i supermercati britannici Tesco che permetterà di consumare 255 tonnellate di vetro in meno all’anno.
FRANCIA - Anche in Francia, la maison Joseph Mellot ha deciso di imbottigliare il suo sauvignon Destinéa in una bottiglia di plastica Pet: 54 grammi contro i 500 di una corrispondente in vetro, che si traducono in un 68% di emissioni in meno di CO2.
ETICHETTE ECOLOGICHE – Il tema è così sentito che, oltre agli imballaggi, sono sempre più diffuse anche le etichette in carta riciclata. Persino Pommery ha lanciato lo champagne Pop Earth con etichetta argento e verde in carta riciclata. La Rotas di Treviso ha ideato la Biolabel, etichetta adesiva biodegradabile all’80%.
ETICHETTE PARLANTI - Sempre per risparmiare carta, Allegrini di Fumane di Valpolicella (Verona) presenta l’etichetta parlante. Passando sopra l’etichetta con uno scanner rifrattometro a raggi infrarossi a forma di penna (chiamata Ecocoder), un comando nascosto nell’inchiostro fa partire un messaggio registrato bilingue (per ora in italiano e inglese) che racconta il vino e l’azienda che lo produce.
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