Esplode la bici-mania, l’Italia riscopre le due ruote.
Scritto da Nicola il 26 ottobre 2011di Erika Tomasicchio
Nell’ultimo decennio l’uso della bicicletta nella penisola è triplicato. Si pedala anche 3-4 volte la settimana, per fare un po’ di moto e battere il caro-benzina. Nelle città decolla il bike sharing e crescono le iniziative per i ciclisti.
Tutti pazzi per la bici. Leggera, dinamica e poco ingombrante, la bicicletta è l’alleata ideale per sconfiggere il traffico cittadino. Gli italiani dimostrano di apprezzarla sempre di più: negli ultimi dieci anni il suo utilizzo nei giorni feriali è più che triplicato. Se nel 2001 il club degli amanti delle due ruote contava il 2,9% della popolazione, in base alle stime Istat, oggi circa il 9% di chi si sposta per le vie della città lo fa pedalando, in barba alle lunghe code d’auto e allo stress da parcheggio. A rivelarlo è un sondaggio svolto da IRP Marketing per Legambiente, su un campione di circa mille persone.
Come i cinesi. Gli appassionati della bici si dividono in due categorie. C’è chi la usa abitualmente come mezzo di trasporto, muovendosi in sella almeno 3 o 4 volte la settimana: i cosiddetti ‘frequent biker’ che costituiscono il 9% della popolazione, pari a 5 milioni di italiani. Accanto a loro troviamo i ciclisti saltuari. Forse più pigri. Di certo più restii a rinunciare all’auto, o alla comodità di salire su un mezzo pubblico, come bus e metro, e giungere senza sforzo a destinazione. Usano la bici non più di una o due volte ogni sette giorni, magari per fare la spesa o andare a prendere i bimbi a scuola. Si tratta del 14% degli intervistati, che insieme ai ‘frequent biker’ raggiungono circa un quarto degli abitanti del Belpaese. Un esercito silenzioso, composto soprattutto di uomini, di tutte le età. Quasi tutti settentrionali che vivono in comuni di media grandezza, lontani dal caos delle metropoli. Solo l’1% dei ‘pedalatori abituali’, infatti, risiede al Sud e nelle isole. Diversa la situazione al Centro: qui, se da un lato è quasi impossibile usare spesso la bici nei giorni feriali (il sondaggio riporta lo 0% di ‘frequent biker’), dall’altro comunque non si rinuncia a montare in sella, quando se ne ha la possibilità: i ciclisti occasionali si attestano al 23%, molto più del resto d’Italia.
Una sana abitudine. Ma per quale motivo si sceglie di muoversi in bici? La ragione principale è «perché fa bene alla salute» (secondo il 35% di chi ha risposto alle domande).
Se è vero che un giro in sella tiene alla larga dagli acciacchi e riattiva il metabolismo, in alcuni casi però, la necessità si fa virtù, e pedalare in giro per la città si riscopre «il miglior mezzo per trascorrere il tempo libero» (25%). Al successo delle due ruote, tuttavia, contribuisce anche la crisi. Un giro in mountain bike costa molto meno di un tratto percorso in auto, e aiuta a sconfiggere il caro-benzina (17%). Non ultimo, tra gli stimoli a tornare a pedalare, c’è il rispetto per l’ambiente. La bici è il mezzo eco-friendly per antonomasia, privo di emissioni e a impatto zero. Senza considerare poi, che è perfetto per dribblare il traffico, più agile rispetto agli scooter. Anche se in realtà, proprio nei grandi centri dove ce ne sarebbe più bisogno, sono in pochi a crederci, con l’86% degli intervistati che sottolinea di utilizzare la bici solo in rare occasioni, o di non usarla affatto.
A scoraggiare è soprattutto la mancanza di sicurezza: la stragrande maggioranza del campione sostiene che si muoverebbe in bicicletta se ci fosse una rete di itinerari protetti nella propria città (43%). In molti (42%) si sentirebbero più invogliati se ci fosse meno traffico per le strade, e tratti più brevi da percorrere. Ma c’è anche chi lamenta la mancanza di strutture dedicate in cui depositare la bici (19%); chi vorrebbe portarla con sé sul treno o sul bus (13%); e infine chi lascia perdere per evitare di respirare smog e polveri sottili lungo il tragitto (11%).
Città a misura di bici. Nonostante ci sia ancora molta strada da fare, le città si stanno attrezzando già da alcuni anni per far fronte alla nuova tendenza. Secondo ‘Good Bikes’, un’altra inchiesta di Legambiente, in un centinaio di comuni della penisola è attivo un servizio di bike sharing (noleggio di bici pubbliche), con circa 4mila biciclette a disposizione e 40mila utenti abituali. Si moltiplicano inoltre in tutta Italia, le misure a favore della mobilità ecologica. A Ferrara è stata introdotta la ‘Carta ciclabile’, uno stradario delle piste ciclabili presenti sul territorio. A Torino e Reggio Emilia c’è ‘Zona 30′: una serie di aree con un limite di velocità ridotto, per consentire alle biciclette di circolare più facilmente. A Modena si possono trovare diversi depositi protetti gratuiti. Cresce inoltre il fenomeno del cicloturismo. Sul sito della Fiab, la Federazione italiana amici della bicicletta, sono consultabili i percorsi delle grandi reti cicloturistiche europee, nazionali e regionali, oltre ad alcuni consigli pratici per chi abbia voglia di girare il mondo in sella alle due ruote.
Repubblica.it – Erika Tomasicchio – 26 ottobre 2011
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