10 anni per cambiare il mondo

Scritto da Bonnie il 1 gennaio 2010

Auguri di un buon 2010

http://www.youtube.com/watch?v=jqxENMKaeCU

Viviamo in tempi eccezionali. Gli scienziati ci dicono che abbiamo 10 anni per cambiare il nostro modo di vivere, evitare l’esaurimento delle risorse naturali e l’evoluzione catastrofica del clima della Terra. La posta in gioco è alta per noi e i nostri figli. Tutti dovrebbero prendere parte allo sforzo,  il filmato è stata concepito per portare un messaggio ad ogni essere umano. Fatelo conoscere, divulgatelo.


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“RACCONTI DI MINIERA. LE VALLI DELL’URANIO”

Scritto da Bonnie il 9 giugno 2009

nonuke-manifestoPiateda presso la Sala polifunzionale, venerdì 12 giugno alle 20.45

“RACCONTI DI MINIERA. LE VALLI DELL’URANIO”

La parola ai protagonisti della Valtellina e Valseriana.

Per il bene comune, NO alla miniera, NO al nucleare, SI’ all’efficienza

energetica, all’eolico e al solare…

Organizzano:
WWF Valtellina e Valchiavenna, ARCI Sondrio, Legambiente/Circolo di Morbegno, Agenzia per la Pace, Banca Popolare Etica/Coordinamento provincia di Sondrio.
Patrocinio del Comune di Sondrio.


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Via libera della giunta lombarda al Piano casa

Scritto da Bonnie il 3 giugno 2009

Il governo regionale ha varato il progetto di legge per il rilancio dell’edilizia, che, secondo le prime stime, dovrebbe attrarre investimenti sul territorio per 7 milardi di euro, con una ricaduta occupazionale di 30mila posti di lavoro e un risparmio energetico pari a 45 milioni. L’ampliamento volumetrico riguarderà l’edilizia residenziale privata e pubblica, fino a un massimo del 40% della volumetria del quartiere nel caso di abitazioni popolari. Il testo allarga la facoltà di ampliamento del 20% anche alle palazzine trifamiliari oltre che ai capannoni industriali. Un articolo ad hoc è previsto per l’utilizzo del patrimonio edilizio esistente, anche nelle aree destinate all’agricoltura. Nuove regole, in deroga alle norme regionali, riguardano i Comuni del territorio relativamente agli oneri di urbanizzazione e al contributo sul costo di costruzione.

apri e salva la delibera in PDF  il sole 24 ore


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Il vino italiano e la voglia di ecologia

Scritto da admin il 4 aprile 2009

VERONA - Di vino di produzione biologica e biodinamica si parla da anni e solo ora sta uscendo dalla condizione di produzione di nicchia e riservata agli appassionati del cibo biologico. Tra le altre, a Vinitaly è stata presentata l’Associazione dei produttori di vino da uve di agricoltura biologica della Sicilia, promossa dalle Città del vino, con otto aderenti. Il fatto nuovo è l’attenzione «ecologica» a tutto ciò che sta intorno al vino in sé, quindi imballaggi, etichette, tappi e bottiglie. La spinta viene dagli stessi consumatori: dopo decenni di dibattiti su argomenti ecologici, il tema è stato interiorizzato e oggi incominciano a vedersi le conseguenze anche sul piano della domanda. Ora alle aziende viene chiesta anche la «sostenibilità ambientale».

ALLUMINIO - La casa vinicola Caldirola ha presentato la bottiglia in alluminio. Riciclabile al 100% (come il vetro), a differenza del vetro però pesa molto di meno, è più resistente agli urti e alla corrosione, è riciclabile all’infinito. La linea, dal nome complicato anche graficamente di W! [AL generation], è una scelta di marketing, come ammette Michele Radaelli, amministratore delegato di Caldirola, leader italiano nella distibuzione nel segmento vetro con 85 milioni di bottiglie vendute. Ma non solo: «Sugli scaffali dei supermercati la bottiglia in alluminio emerge in modo netto», dice Radaelli, «ma in questo modo andiamo a interessare anche una fascia di consumatori più sensibile ai temi ambientali: il peso inferiore dell’alluminio significa impiegare meno carburante per il trasporto e in frigorifero raffredda prima del vetro consumando quindi meno energia elettrica». Read more »


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Delusione al vertice sull’acqua

Scritto da Bonnie il 23 marzo 2009

Nel documento finale sottoscrizione di impegni formali ma manca l’indirizzo di una nuova politica

Alcuni leader al vertice di Istanbul (Ap)
Alcuni leader al vertice di Istanbul (Ap)

ISTANBUL – Nessun accordo sul “diritto di accesso all’acqua” al Forum mondiale sull’acqua, conclusosi a Istanbul dopo una settimana di lavori che ha visto coinvolte oltre 25.000 persone, in rappresentanza di 155 paesi. Il punto di contesa sta nella definizione di acqua come bene, portata avanti dalle multinazionali, o invece dell’acqua come diritto. E nella dichiarazione finale si afferma la necessità di migliorare l’accesso all’acqua e l’azione di bonifica in tutto il mondo, ma non il “diritto all’accesso all’acqua”, chiesto con forza da numerose organizzazioni non governative e da diversi Paesi.

NECESSITA’ MA NON DIRITTO – Nella giornata mondiale dell’acqua, il testo conclusivo del Forum indica diversi impegni: necessità di fare economia di acqua, in particolare nel settore agricolo, e di contrastare l’inquinamento, sia nei corsi d’acqua che nelle falde freatiche. Francia, Spagna e molti paesi dell’America latina e del continente africano hanno tentato, senza riuscirci, di modificare il testo. La dichiarazione finale afferma che l’accesso all’acqua potabile e alla bonifica è una “necessità umana fondamentale”, ma non un “diritto”. «Siamo rattristati. Ci è stato impedito di apportare modifiche al documento», ha detto un delegato etiope. Da parte sua, il Partenariato francese per l’acqua (Pfe), che riunisce rappresentanti dello Stato, delle comunità locali, delle imprese e delle ong, ha “deplorato” l’assenza del “diritto all’acqua” nel documento. Venerdì scorso, il ministro francese per l’Ambiente, Chantal Jouanno, aveva chiaramente chiesto che il testo fosse rafforzato in tale direzione: «Come si può parlare di diritti dell’uomo se non si parla di diritto all’accesso all’acqua? E’ il diritto che condiziona tutti gli altri».

LE CIFRE DELL’EMERGENZA - Sono otto milioni i decessi annui attribuiti alla carenza di acqua e servizi igienico-sanitari, più di un miliardo di persone hanno limiti di accesso all’acqua potabile, 1,1 miliardi di persone non hanno accesso alle risorse idriche, 2,6 miliardi di persone hanno problemi igienico-sanitari, 3.900 bambini muoiono ogni giorno a causa della mancanza di acqua, l’inquinamento dei corsi d’acqua e delle falde del sottosuolo. Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, lanciato in parallelo al Forum, il rischio per la Terra è che al 2030 metà popolazione mondiale resti assetata, ma è l’Africa a dover affrontare la sfida più grande. Il segretario generale del Forum Oktay Tabasaran parla del documento come di «una piattaforma per affrontare i problemi del mondo legati all’acqua, che non possiamo ignorare» per la sopravvivenza del nostro Pianeta. «È un documento importante – conclude il ministro turco dell’Ambiente Veysel Eroglu – che servirà da riferimento a livello governativo».

IN ITALIA SCORRE UN FIUME DI ACQUA IN BOTTIGLIA – Agli italiani piace l’acqua in bottiglia, nel 2007 ne hanno consumata ben 12,4 miliardi di litri, e sono disposti a pagarla mille volte di più di quella che esce dal rubinetto delle loro case (in media 0,5 millesimi di euro al litro contro i 50 centesimi di euro al litro per quella in bottiglia). Con 196 litri pro-capite all’anno l’Italia è il primo Paese in Europa per consumo di acque in bottiglia e il terzo al mondo, dopo Emirati Arabi (260 l/anno procapite) e Messico (205)

Fonte: Corriere.it


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Gli scienziati: sei avvertimenti per evitare la catastrofe climatica

Scritto da Bonnie il 16 marzo 2009

ROMA- Le probabilità di vedere realizzati gli scenari peggiori del cambiamento climatico, tra quelli ipotizzati dall’IPCC (Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite), stanno aumentando a vista d’occhio. I tassi di gas serra salgono a ritmi imprevisti, le temperature medie globali andranno probabilmente oltre i due gradi di aumento entro il secolo, il livello dei mari potrebbe superare il mezzo metro di crescita, causando l’esodo di centinaia di milioni di persone dalle isole e dalle zone costiere inondate. L’ennesimo allarme climatico è stato ripetuto a Copenhagen, a conclusione della conferenza internazionale che ha riunito la settimana scorsa 1600 climatologi da più di 70 paesi, per iniziativa dell’International Alliance of Research Universities (IARU), un’associazione fra le più importanti università di tutto il mondo. Due anni dopo la pubblicazione del quarto rapporto dell’IPCC, che aveva fornito la sintesi della scienza climatica fino al 2006 e alcuni dei più probabili scenari di cambiamento climatico, il congresso di Copenhagen ha voluto offrire un aggiornamento che tiene conto dei passi avanti compiuti dalla ricerca in questo complesso settore, sia sul fronte più strettamente scientifico e tecnico, sia su quello delle politiche da mettere in atto per fronteggiare il cambiamento climatico.

SEI RACCOMANDAZIONI - Tirate le somme, i 1.600 esperti hanno deciso di consegnare ai governi del mondo un messaggio articolato in sei raccomandazioni. Il testo definitivo sarà consegnato nel prossimo mese di giugno, ma intanto ne sono state anticipate le parti essenziali. Il primo avvertimento riguarda le emissioni globali dei gas serra, che sono in salita, soprattutto nei Paesi di nuova industrializzazione: proprio questi dati rendono sempre più probabili i peggiori scenari tra quelli prospettati due anni fa dall’IPCC. Parametri quali l’aumento della temperatura media globale della superficie terrestre, l’innalzamento del livello medio globale dei mari, la riduzione dei ghiacci artici, Read more »


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Legambiente: ancora troppi rifiuti al sud e smog al Nord

Scritto da admin il 4 marzo 2009

MILANO – Ancora emergenza per l’Italia dell’ambiente: la situazione è critica per i rifiuti al sud, per la mobilità nei trasporti su strada, per l’inquinamento da Pm10 al nord. Le buone pratiche riguardano la riduzione dei gas serra, calati dell’1,7%, la crescita dell’agricoltura biologica, il successo dei marchi ecolabel e del turismo sostenibile. Questo, va aggiunto alla crisi economica e ai problemi strutturali dell’Italia: il divario tra nord e sud, il dilagare del potere mafioso, il debito pubblico. La fotografia sullo stato dell’arte la scatta il rapporto di Legambiente «Ambiente Italia 2009 – Rifiuti made in Italy».

RIFIUTI – I rifiuti sono ancora un’emergenza, presi come «metafora delle politiche ambientali», per «il clamoroso ritardo impiantistico» del sud (ci sono il 47% delle discariche di tutto il Paese, ma soltanto il 14% di impianti per compostaggio e il 28% per il trattamento meccanico biologico). E il 54% dei rifiuti viene ancora smaltito in discarica, con il record del 94% in Sicilia. Aumenta la produzione di rifiuti urbani (più 12% dal 2000 al 2006) e lo smaltimento illecito di quelli speciali per un giro d’affari di 4,5 miliardi all’anno. Read more »


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Parma è la città più rispettosa dell’ambiente

Scritto da Bonnie il 17 dicembre 2008

MILANO – Le sue prospettive non sono al momento quelle di New York, dove il sindaco Michael Bloomberg ha promesso la costruzione di 3000 km di piste ciclabili nei prossimi 20 anni, ma è Parma la città più eco-mobile d’Italia: la città emiliana vince infatti la palma d’oro per trasporto pubblico, gestione della mobilità, auto a basso impatto, smog sotto controllo. Nella top-ten seguono Bologna, Firenze e Venezia a pari merito, Padova è quinta.

Una pista ciclabile in Lombardia (Redaelli)

Al sesto posto Torino e al settimo Bari, seguite da Modena, Ferrara e Genova. Fanalini di coda Taranto, L’Aquila, Campobasso. Questa la classifica delle città italiane alla ricerca della mobilità sostenibile, contenuta nel secondo rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 citta”, elaborato da Euromobility e Kyoto Club, in collaborazione con Assogasliquidi e Consorzio Ecogas, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente.
LA VALUTAZIONE – Car sharing, taxi collettivi, piattaforme logistiche per i mezzi, mobility manager, stato di salute dell’aria, piste ciclabili, corsie preferenziali: sono alcuni degli indicatori per la graduatoria delle città. I 50 centri urbani monitorati sono i 20 capoluoghi di regione, i due capoluoghi delle Province autonome e le città con una popolazione superiore a 100 mila abitanti. «Questo secondo rapporto – ha detto Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility – non misura solo il numero di misure adottate, ma anche la loro efficienza ed efficacia. È importante spingere il pedale sull’innovazione».

Fonte: Corriere.it


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Via libera dall’Europarlamento al pacchetto su CO2 e rinnovabili

Scritto da admin il 17 dicembre 2008

STRASBURGO – Il Parlamento Europeo ha approvato il pacchetto clima-energia dell’Unione Europea su cui è stato raggiunto l’accordo dei Ventisette al summit della scorsa settimana. I sì sono stati 610, 60 i no e 29 le astensioni. Ora, affinché le direttive contenute nel cosiddetto 20-20-20 diventino operative, manca solo la ratifica formale del Consiglio europeo. Passaggio che avverrà sicuramente entro la fine dell’anno, così da associare definitivamente l’importante provvedimento alla presidenza di turno francese, in scadenza il 31 dicembre. L’approvazione da parte dell’Europarlamento non era del tutto scontata, soprattutto con una maggioranza così netta. Rispetto ai singoli Stati e al Consiglio europeo, l’assemblea era schierata infatti su posizioni decisamente più avanzate in tema ambientale e l’annacquato compromesso raggiunto la settimana scorsa poteva non essere ritenuto sufficiente nella lotta ai cambiamenti climatici. Read more »


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