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	<title>Sondrio2020 &#187; Ambiente</title>
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		<title>10 anni per cambiare il mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 20:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Auguri di un buon 2010
http://www.youtube.com/watch?v=jqxENMKaeCU
Viviamo in tempi eccezionali. Gli scienziati ci dicono che abbiamo 10 anni per cambiare il nostro modo di vivere, evitare l&#8217;esaurimento delle risorse naturali e l&#8217;evoluzione catastrofica del clima della Terra. La posta in gioco è alta per noi e i nostri figli. Tutti dovrebbero prendere parte allo sforzo,  il filmato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jqxENMKaeCU" target="_blank">Auguri di un buon 2010</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jqxENMKaeCU" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=jqxENMKaeCU</a></p>
<p>Viviamo in tempi eccezionali. Gli scienziati ci dicono che abbiamo 10 anni per cambiare il nostro modo di vivere, evitare l&#8217;esaurimento delle risorse naturali e l&#8217;evoluzione catastrofica del clima della Terra. La posta in gioco è alta per noi e i nostri figli. Tutti dovrebbero prendere parte allo sforzo,  il filmato è stata concepito per portare un messaggio ad ogni essere umano. Fatelo conoscere, divulgatelo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;RACCONTI DI MINIERA. LE VALLI  DELL&#8217;URANIO&#8221;</title>
		<link>http://www.sondrio2020.it/2009/06/09/racconti-di-miniera-le-valli-delluranio/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 21:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Piateda presso la Sala polifunzionale, venerdì 12 giugno alle 20.45
&#8220;RACCONTI DI MINIERA. LE VALLI DELL&#8217;URANIO&#8221;
La parola ai protagonisti della Valtellina e Valseriana.
Per il bene comune, NO alla miniera, NO al nucleare, SI&#8217; all&#8217;efficienza
energetica, all&#8217;eolico e al solare&#8230;
Organizzano:
WWF Valtellina e Valchiavenna, ARCI Sondrio, Legambiente/Circolo di Morbegno, Agenzia per la Pace, Banca Popolare Etica/Coordinamento provincia di Sondrio.
Patrocinio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.sondrio2020.it/wp-content/uploads/2009/06/nonuke-manifesto.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-576" title="nonuke-manifesto" src="http://www.sondrio2020.it/wp-content/uploads/2009/06/nonuke-manifesto-150x150.jpg" alt="nonuke-manifesto" width="150" height="150" /></a>Piateda presso la Sala polifunzionale, venerdì 12 giugno alle 20.45</h3>
<h3>&#8220;RACCONTI DI MINIERA. LE VALLI DELL&#8217;URANIO&#8221;</h3>
<h3>La parola ai protagonisti della Valtellina e Valseriana.</h3>
<h3>Per il bene comune, NO alla miniera, NO al nucleare, SI&#8217; all&#8217;efficienza</h3>
<h3>energetica, all&#8217;eolico e al solare&#8230;</h3>
<p>Organizzano:<br />
WWF Valtellina e Valchiavenna, ARCI Sondrio, Legambiente/Circolo di Morbegno, Agenzia per la Pace, Banca Popolare Etica/Coordinamento provincia di Sondrio.<br />
Patrocinio del Comune di Sondrio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Via libera della giunta lombarda al Piano casa</title>
		<link>http://www.sondrio2020.it/2009/06/03/via-libera-della-giunta-lombarda-al-piano-casa/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 21:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il governo regionale ha varato il progetto di legge per il rilancio dell&#8217;edilizia, che, secondo le prime stime, dovrebbe attrarre investimenti sul territorio per 7 milardi di euro, con una ricaduta occupazionale di 30mila posti di lavoro e un risparmio energetico pari a 45 milioni. L&#8217;ampliamento volumetrico riguarderà l&#8217;edilizia residenziale privata e pubblica, fino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo regionale ha varato il progetto di legge per il rilancio dell&#8217;edilizia, che, secondo le prime stime, dovrebbe attrarre investimenti sul territorio per 7 milardi di euro, con una ricaduta occupazionale di 30mila posti di lavoro e un risparmio energetico pari a 45 milioni. L&#8217;ampliamento volumetrico riguarderà l&#8217;edilizia residenziale privata e pubblica, fino a un massimo del 40% della volumetria del quartiere nel caso di abitazioni popolari. Il testo allarga la facoltà di ampliamento del 20% anche alle palazzine trifamiliari oltre che ai capannoni industriali. Un articolo ad hoc è previsto per l&#8217;utilizzo del patrimonio edilizio esistente, anche nelle aree destinate all&#8217;agricoltura. Nuove regole, in deroga alle norme regionali, riguardano i Comuni del territorio relativamente agli oneri di urbanizzazione e al contributo sul costo di costruzione.</p>
<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=document&amp;file=/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/06/deliberazione-giunta-lombardia-9544.pdf?uuid=56438d12-5078-11de-a8e8-03a044239209" target="_blank">apri e salva la delibera in PDF  il sole 24 ore<br />
</a></p>
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		<title>Il vino italiano e la voglia di ecologia</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 13:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[VERONA - Di vino di produzione biologica e biodinamica si parla da anni e solo ora sta uscendo dalla condizione di produzione di nicchia e riservata agli appassionati del cibo biologico. Tra le altre, a Vinitaly è stata presentata l&#8217;Associazione dei produttori di vino da uve di agricoltura biologica della Sicilia, promossa dalle Città del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold;"><img class="alignright" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/04/03/vini_c1--140x180.jpg" alt="" width="140" height="180" />VERONA </span>- Di vino di produzione biologica e biodinamica si parla da anni e solo ora sta uscendo dalla condizione di produzione di nicchia e riservata agli appassionati del cibo biologico. Tra le altre, a Vinitaly è stata presentata l&#8217;Associazione dei produttori di vino da uve di agricoltura biologica della Sicilia, promossa dalle Città del vino, con otto aderenti. Il fatto nuovo è l&#8217;attenzione «ecologica» a tutto ciò che sta intorno al vino in sé, quindi imballaggi, etichette, tappi e bottiglie. La spinta viene dagli stessi consumatori: dopo decenni di dibattiti su argomenti ecologici, il tema è stato interiorizzato e oggi incominciano a vedersi le conseguenze anche sul piano della domanda. Ora alle aziende viene chiesta anche la «sostenibilità ambientale».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">ALLUMINIO </span>- La casa vinicola Caldirola ha presentato la bottiglia in alluminio. Riciclabile al 100% (come il vetro), a differenza del vetro però pesa molto di meno, è più resistente agli urti e alla corrosione, è riciclabile all&#8217;infinito. La linea, dal nome complicato anche graficamente di <span style="font-style: italic;">W! [AL generation]</span>, è una scelta di marketing, come ammette Michele Radaelli, amministratore delegato di Caldirola, leader italiano nella distibuzione nel segmento vetro con 85 milioni di bottiglie vendute. Ma non solo: «Sugli scaffali dei supermercati la bottiglia in alluminio emerge in modo netto», dice Radaelli, «ma in questo modo andiamo a interessare anche una fascia di consumatori più sensibile ai temi ambientali: il peso inferiore dell&#8217;alluminio significa impiegare meno carburante per il trasporto e in frigorifero raffredda prima del vetro consumando quindi meno energia elettrica».<span id="more-529"></span></p>
<p><span style="font-weight: bold;">PIÙ LEGGEREZZA</span> &#8211; La Cantina di Soave (Vr) ha lanciato <span style="font-style: italic;">Slim</span>, la bottiglia leggera dal peso di soli 325 grammi rispetto ai 400 grammi della tradizionale bottiglia di vetro da 750 ml. La bottiglia è inoltre prodotta per il 90% con vetro riciclato. La Cantina di Soave è la prima in Italia a impiegare questo brevetto della Saint-Gobain Vetri, che ha vinto anche l&#8217;Oscar dell&#8217;imballaggio 2009. Il tappo è a vite Stelvin. Al momento è previsto l&#8217;utilizzo dalla Slim per il Soave doc e il Valpolicella doc destinati al mercato inglese e tedesco. La Cantina di Soave ha firmato un accordo con i supermercati britannici Tesco che permetterà di consumare 255 tonnellate di vetro in meno all&#8217;anno.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">FRANCIA </span>- Anche in Francia, la maison Joseph Mellot ha deciso di imbottigliare il suo sauvignon <span style="font-style: italic;">Destinéa </span>in una bottiglia di plastica Pet: 54 grammi contro i 500 di una corrispondente in vetro, che si traducono in un 68% di emissioni in meno di CO2.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">ETICHETTE ECOLOGICHE</span> &#8211; Il tema è così sentito che, oltre agli imballaggi, sono sempre più diffuse anche le etichette in carta riciclata. Persino Pommery ha lanciato lo champagne <span style="font-style: italic;">Pop Earth</span> con etichetta argento e verde in carta riciclata. La Rotas di Treviso ha ideato la <span style="font-style: italic;">Biolabel</span>, etichetta adesiva biodegradabile all&#8217;80%.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">ETICHETTE PARLANTI </span>- Sempre per risparmiare carta, Allegrini di Fumane di Valpolicella (Verona) presenta l&#8217;etichetta parlante. Passando sopra l&#8217;etichetta con uno scanner rifrattometro a raggi infrarossi a forma di penna (chiamata <span style="font-style: italic;">Ecocoder</span>), un comando nascosto nell&#8217;inchiostro fa partire un messaggio registrato bilingue (per ora in italiano e inglese) che racconta il vino e l&#8217;azienda che lo produce.</p>
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		<title>Delusione al vertice sull&#8217;acqua</title>
		<link>http://www.sondrio2020.it/2009/03/23/delusione-al-vertice-sullacqua/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 21:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel documento finale sottoscrizione di impegni formali ma manca l&#8217;indirizzo di una nuova politica







Alcuni leader al vertice di Istanbul (Ap)



ISTANBUL &#8211; Nessun accordo sul &#8220;diritto di accesso all’acqua&#8221; al Forum mondiale sull’acqua, conclusosi a Istanbul dopo una settimana di lavori che ha visto coinvolte oltre 25.000 persone, in rappresentanza di 155 paesi. Il punto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Nel documento finale sottoscrizione di impegni formali ma manca l&#8217;indirizzo di una nuova politica</h2>
<p><strong><strong></strong></strong></p>
<table class="foto-h-left" border="0" width="1" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img title="Alcuni leader al vertice di Istanbul (Ap)" src="http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2009/03/22/0KGLSCGR--180x140.jpg" border="0" alt="Alcuni leader al vertice di Istanbul (Ap)" width="180" height="140" align="left" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Alcuni leader al vertice di Istanbul (Ap)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong><strong></strong>ISTANBUL</strong> &#8211; Nessun accordo sul &#8220;diritto di accesso all’acqua&#8221; al Forum mondiale sull’acqua, conclusosi a Istanbul dopo una settimana di lavori che ha visto coinvolte oltre 25.000 persone, in rappresentanza di 155 paesi. Il punto di contesa sta nella definizione di acqua come bene, portata avanti dalle multinazionali, o invece dell&#8217;acqua come diritto. E nella dichiarazione finale si afferma la necessità di migliorare l’accesso all’acqua e l’azione di bonifica in tutto il mondo, ma non il &#8220;diritto all’accesso all’acqua&#8221;, chiesto con forza da numerose organizzazioni non governative e da diversi Paesi.</p>
<p><strong>NECESSITA&#8217; MA NON DIRITTO &#8211; </strong>Nella giornata mondiale dell’acqua, il testo conclusivo del Forum indica diversi impegni: necessità di fare economia di acqua, in particolare nel settore agricolo, e di contrastare l’inquinamento, sia nei corsi d’acqua che nelle falde freatiche. Francia, Spagna e molti paesi dell’America latina e del continente africano hanno tentato, senza riuscirci, di modificare il testo. La dichiarazione finale afferma che l’accesso all’acqua potabile e alla bonifica è una &#8220;necessità umana fondamentale&#8221;, ma non un &#8220;diritto&#8221;. «Siamo rattristati. Ci è stato impedito di apportare modifiche al documento», ha detto un delegato etiope. Da parte sua, il Partenariato francese per l’acqua (Pfe), che riunisce rappresentanti dello Stato, delle comunità locali, delle imprese e delle ong, ha &#8220;deplorato&#8221; l’assenza del &#8220;diritto all’acqua&#8221; nel documento. Venerdì scorso, il ministro francese per l’Ambiente, Chantal Jouanno, aveva chiaramente chiesto che il testo fosse rafforzato in tale direzione: «Come si può parlare di diritti dell’uomo se non si parla di diritto all’accesso all’acqua? E’ il diritto che condiziona tutti gli altri».</p>
<p><strong>LE CIFRE DELL&#8217;EMERGENZA -</strong> Sono otto milioni i decessi annui attribuiti alla carenza di acqua e servizi igienico-sanitari, più di un miliardo di persone hanno limiti di accesso all&#8217;acqua potabile, 1,1 miliardi di persone non hanno accesso alle risorse idriche, 2,6 miliardi di persone hanno problemi igienico-sanitari, 3.900 bambini muoiono ogni giorno a causa della mancanza di acqua, l&#8217;inquinamento dei corsi d&#8217;acqua e delle falde del sottosuolo. Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, lanciato in parallelo al Forum, il rischio per la Terra è che al 2030 metà popolazione mondiale resti assetata, ma è l&#8217;Africa a dover affrontare la sfida più grande. Il segretario generale del Forum Oktay Tabasaran parla del documento come di «una piattaforma per affrontare i problemi del mondo legati all&#8217;acqua, che non possiamo ignorare» per la sopravvivenza del nostro Pianeta. «È un documento importante &#8211; conclude il ministro turco dell&#8217;Ambiente Veysel Eroglu &#8211; che servirà da riferimento a livello governativo».</p>
<p><strong>IN  ITALIA SCORRE UN FIUME DI ACQUA IN BOTTIGLIA &#8211; </strong> Agli italiani piace l&#8217;acqua in bottiglia, nel 2007 ne hanno consumata ben 12,4 miliardi di litri, e sono disposti a pagarla mille volte di più di quella che esce dal rubinetto delle loro case (in media 0,5 millesimi di euro al litro contro i 50 centesimi di euro al litro per quella in bottiglia). Con 196 litri pro-capite all&#8217;anno l&#8217;Italia è il primo Paese in Europa per consumo di acque in bottiglia e il terzo al mondo, dopo Emirati Arabi (260 l/anno procapite) e Messico (205)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it" target="_blank">Corriere.it</a></p>
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		<title>Gli scienziati: sei avvertimenti per evitare la catastrofe climatica</title>
		<link>http://www.sondrio2020.it/2009/03/16/gli-scienziati-sei-avvertimenti-per-evitare-la-catastrofe-climatica/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 21:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA- Le probabilità di vedere realizzati gli scenari peggiori del cambiamento climatico, tra quelli ipotizzati dall&#8217;IPCC (Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite), stanno aumentando a vista d’occhio. I tassi di gas serra salgono a ritmi imprevisti, le temperature medie globali andranno probabilmente oltre i due gradi di aumento entro il secolo, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA-</strong> Le probabilità di vedere realizzati gli scenari peggiori del cambiamento climatico, tra quelli ipotizzati dall&#8217;IPCC (Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite), stanno aumentando a vista d’occhio. I tassi di gas serra salgono a ritmi imprevisti, le temperature medie globali andranno probabilmente oltre i due gradi di aumento entro il secolo, il livello dei mari potrebbe superare il mezzo metro di crescita, causando l’esodo di centinaia di milioni di persone dalle isole e dalle zone costiere inondate. L’ennesimo allarme climatico è stato ripetuto a Copenhagen, a conclusione della conferenza internazionale che ha riunito la settimana scorsa 1600 climatologi da più di 70 paesi, per iniziativa dell&#8217;International Alliance of Research Universities (IARU), un’associazione fra le più importanti università di tutto il mondo. Due anni dopo la pubblicazione del quarto rapporto dell&#8217;IPCC, che aveva fornito la sintesi della scienza climatica fino al 2006 e alcuni dei più probabili scenari di cambiamento climatico, il congresso di Copenhagen ha voluto offrire un aggiornamento che tiene conto dei passi avanti compiuti dalla ricerca in questo complesso settore, sia sul fronte più strettamente scientifico e tecnico, sia su quello delle politiche da mettere in atto per fronteggiare il cambiamento climatico.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">SEI RACCOMANDAZIONI -</span> Tirate le somme, i 1.600 esperti hanno deciso di consegnare ai governi del mondo un messaggio articolato in sei raccomandazioni. Il testo definitivo sarà consegnato nel prossimo mese di giugno, ma intanto ne sono state anticipate le parti essenziali. Il primo avvertimento riguarda le emissioni globali dei gas serra, che sono in salita, soprattutto nei Paesi di nuova industrializzazione: proprio questi dati rendono sempre più probabili i peggiori scenari tra quelli prospettati due anni fa dall&#8217;IPCC. Parametri quali l’aumento della temperatura media globale della superficie terrestre, l&#8217;innalzamento del livello medio globale dei mari, la riduzione dei ghiacci artici, <span id="more-516"></span>l&#8217;acidificazione degli oceani e la frequenza di eventi climatici estremi, non possono che peggiorare, accrescendo il rischio futuro di cambiamenti climatici bruschi e irreversibili. Nel secondo avvertimento si sottolinea come le società, soprattutto quelle più povere, si dimostrino molto vulnerabili ai cambiamenti climatici: saranno esse a soffrire di più sia quanto a perdite di vite e beni, sia perché costrette a esodi biblici. La necessità di interventi rapidi e efficaci, da attuare possibilmente entro il 2020, coordinandoli a livello globale e regionale, è contenuta nella terza raccomandazione del documento. Più deboli saranno gli obiettivi per il 2020, più alti i rischi e più difficile sarà agire efficacemente dopo. Ritardare l&#8217;inizio di azioni di mitigazione e adattamento, equivarrà ad aumentare significativamente i costi sociali ed economici richiesti dopo. I cambiamenti climatici, si legge nella quarta raccomandazione, avranno, ed hanno già oggi, effetti diversi in diverse aree del pianeta. Le strategie di adattamento e di mitigazione, se vorranno essere efficaci, non potranno evitare di tenere in considerazione queste differenze che rendono alcune popolazioni e alcune aree del pianeta molto più vulnerabili di altre.</p>
<p><strong>SOSTENIBILITÀ -</strong> Gli strumenti per fronteggiare efficacemente le sfide dei cambiamenti climatici ci sono già, è scritto nel quinto avvertimento, sono di carattere economico, tecnologico, comportamentale, gestionale, ma devono essere energicamente messi in atto allo scopo di decarbonizzare, cioè limitare drasticamente l’uso dei combustibili fossili. Il sesto ed ultimo avvertimento esorta a ridurre l&#8217;inerzia dei nostri sistemi socio-economici, per rendere concreta la transizione verso norme e pratiche che rafforzino la sostenibilità ambientale in ogni settore, industriale e civile. Da Londra, dove si trovava per una conferenza, l&#8217;ex viepresidente americano e premio Nobel per la Pace Al Gore ha fatto sapere di avere positive informazioni sull&#8217;evoluzione delle trattive che dovrebbero portare entro dicembre, sempre a Copenhagen, alla stipula di un nuovo accordo climatico gobale. &#8220;Il cambiamento di rotta dovuto alla nuova politica abientale del presidente Obama sarà determinante&#8221;, ha assicurato Gore.</p>
<p><!-- google_ad_section_end --></p>
<p class="footnotes">Franco Foresta Martin</p>
<p class="footnotes">fonte: <a href="http://www.corriere.it" target="_blank">corriere.it</a></p>
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		</item>
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		<title>Legambiente: ancora troppi rifiuti al sud e smog al Nord</title>
		<link>http://www.sondrio2020.it/2009/03/04/legambiente-ancora-troppi-rifiuti-al-sud-e-smog-al-nord/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 11:04:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO &#8211; Ancora emergenza per l&#8217;Italia dell&#8217;ambiente: la situazione è critica per i rifiuti al sud, per la mobilità nei trasporti su strada, per l&#8217;inquinamento da Pm10 al nord. Le buone pratiche riguardano la riduzione dei gas serra, calati dell&#8217;1,7%, la crescita dell&#8217;agricoltura biologica, il successo dei marchi ecolabel e del turismo sostenibile. Questo, va [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold;">MILANO</span> &#8211; Ancora emergenza per l&#8217;Italia dell&#8217;ambiente: la situazione è critica per i rifiuti al sud, per la mobilità nei trasporti su strada, per l&#8217;inquinamento da Pm10 al nord. Le buone pratiche riguardano la riduzione dei gas serra, calati dell&#8217;1,7%, la crescita dell&#8217;agricoltura biologica, il successo dei marchi ecolabel e del turismo sostenibile. Questo, va aggiunto alla crisi economica e ai problemi strutturali dell&#8217;Italia: il divario tra nord e sud, il dilagare del potere mafioso, il debito pubblico. La fotografia sullo stato dell&#8217;arte la scatta il rapporto di Legambiente «Ambiente Italia 2009 &#8211; Rifiuti made in Italy».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">RIFIUTI</span> &#8211; I rifiuti sono ancora un&#8217;emergenza, presi come «metafora delle politiche ambientali», per «il clamoroso ritardo impiantistico» del sud (ci sono il 47% delle discariche di tutto il Paese, ma soltanto il 14% di impianti per compostaggio e il 28% per il trattamento meccanico biologico). E il 54% dei rifiuti viene ancora smaltito in discarica, con il record del 94% in Sicilia. Aumenta la produzione di rifiuti urbani (più 12% dal 2000 al 2006) e lo smaltimento illecito di quelli speciali per un giro d&#8217;affari di 4,5 miliardi all&#8217;anno. <span id="more-510"></span>Tra le buone pratiche, i 1.081 comuni (nel 2007) oltre l&#8217;obiettivo del 40% di raccolta differenziata, la Sardegna che raggiunge il 38% al 2008, e i 118 comuni campani oltre il 40% di differenziata (Salerno arriva all&#8217;80% nei quartieri con il porta a porta).</p>
<p><span style="font-weight: bold;">SMOG</span> &#8211; La mobilità è «un punto dolente»: il sistema dei trasporti paga gli spostamenti personali e delle merci (per il 74% del totale su strada), un parco veicolare «spropositatamente elevato», l&#8217;emergenza smog delle città del nord, e un trasporto pubblico che segna «una ripresa insignificante». Tra le buone notizie, la conferma del nostro Paese con il parco auto a minor emissione di CO2 (146 g/km contro una media europea di 158). Il 65% di tutte le stazioni di monitoraggio ha registrato il superamento del valore limite giornaliero di PM10 (50 microgrammi/metro cubo per non oltre 35 giorni all&#8217;anno), con una situazione eccezionalmente critica nelle regioni padane e a Roma (oltre l&#8217;80% dei casi in Emilia, Lombardia, Piemonte e Lazio).</p>
<p><span style="font-weight: bold;">CLIMA</span> &#8211; Per il capitolo clima, calano, per la prima volta, le emissioni di gas climalteranti dell&#8217;1,7%, per la combinazione tra bassa crescita economica e alte temperature invernali con minori consumi energetici. Con 570 milioni di tonnellate di C02 equivalente, l&#8217;Italia è comunque il terzo paese europeo per emissioni (del 17,5% sopra l&#8217;obiettivo al 2012). C&#8217;è una «contrazione del gettito da tassazione ambientale»: nel 2007 la fiscalità ambientale ha raggiunto «il minimo storico degli ultimi 30 anni in rapporto alle entrate tributarie (8,9% sul totale di tasse dirette, indirette e in conto capitale)».</p>
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<p><span style="font-weight: bold;">PUNTI DI FORZA</span> &#8211; L&#8217;Italia è diventata leader europeo per numero di licenze di prodotti con marchio ecolabel, il 31% sul totale europeo, con un grande successo dei sistemi di gestione ambientale (13.132 siti certificati Iso 14001 nel 2008). È cresciuta l&#8217;agricoltura biologica (1.150.253 ettari nel 2007) e ha segnato un forte sviluppo il settore degli allevamenti biologici. Registra buoni risultati la ricettività diffusa (al 23% nel 2007) dei bed &amp; breakfast e degli agriturismi, legata alle risorse naturali e agli insediamenti esistenti. Secondo il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza il rapporto è «il giusto strumento per capire in quali settori intervenire» anche alla luce di «un new deal» ecologico attraverso incentivi, una politica fiscale incentrata sul consumo delle risorse ambientali, innovazione e ricerca, e valorizzazione delle piccole e medie imprese.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it" target="_blank">Corriere.it</a></p>
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		<title>Parma è la città più rispettosa dell&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 18:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO &#8211; Le sue prospettive non sono al momento quelle di New York, dove il sindaco Michael Bloomberg ha promesso la costruzione di 3000 km di piste ciclabili nei prossimi 20 anni, ma è Parma la città più eco-mobile d&#8217;Italia: la città emiliana vince infatti la palma d&#8217;oro per trasporto pubblico, gestione della mobilità, auto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold;">MILANO</span> &#8211; Le sue prospettive non sono al momento quelle di New York, dove il sindaco Michael Bloomberg ha promesso la costruzione di 3000 km di piste ciclabili nei prossimi 20 anni, ma è Parma la città più eco-mobile d&#8217;Italia: la città emiliana vince infatti la palma d&#8217;oro per trasporto pubblico, gestione della mobilità, auto a basso impatto, smog sotto controllo. Nella top-ten seguono Bologna, Firenze e Venezia a pari merito, Padova è quinta. <strong></strong></p>
<table class="foto-h-left" border="0" width="1" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img title="Una pista ciclabile in Lombardia (Redaelli)" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/12/17/pista--180x140.jpg" border="0" alt="Una pista ciclabile in Lombardia (Redaelli)" width="180" height="140" align="left" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong></strong>Al sesto posto Torino e al settimo Bari, seguite da Modena, Ferrara e Genova. Fanalini di coda Taranto, L&#8217;Aquila, Campobasso. Questa la classifica delle città italiane alla ricerca della mobilità sostenibile, contenuta nel secondo rapporto &#8220;Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 citta&#8221;, elaborato da Euromobility e Kyoto Club, in collaborazione con Assogasliquidi e Consorzio Ecogas, con il patrocinio del ministero dell&#8217;Ambiente.</p>
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<p><span style="font-weight: bold;">LA VALUTAZIONE</span> &#8211; Car sharing, taxi collettivi, piattaforme logistiche per i mezzi, mobility manager, stato di salute dell&#8217;aria, piste ciclabili, corsie preferenziali: sono alcuni degli indicatori per la graduatoria delle città. I 50 centri urbani monitorati sono i 20 capoluoghi di regione, i due capoluoghi delle Province autonome e le città con una popolazione superiore a 100 mila abitanti. «Questo secondo rapporto &#8211; ha detto Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility &#8211; non misura solo il numero di misure adottate, ma anche la loro efficienza ed efficacia. È importante spingere il pedale sull&#8217;innovazione».</p>
<p>Fonte:<a href="http://www.corriere.it" target="_blank"> Corriere.it</a></p>
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		<title>Via libera dall&#8217;Europarlamento al pacchetto su CO2 e rinnovabili</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 18:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[STRASBURGO &#8211; Il Parlamento Europeo ha approvato il pacchetto clima-energia dell&#8217;Unione Europea su cui è stato raggiunto l&#8217;accordo dei Ventisette al summit della scorsa settimana. I sì sono stati 610, 60 i no e 29 le astensioni. Ora, affinché le direttive contenute nel cosiddetto 20-20-20 diventino operative, manca solo la ratifica formale del Consiglio europeo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>STRASBURGO</strong> &#8211; Il Parlamento Europeo ha approvato il pacchetto clima-energia dell&#8217;Unione Europea su cui è stato raggiunto l&#8217;accordo dei Ventisette al summit della scorsa settimana. I sì sono stati 610, 60 i no e 29 le astensioni. Ora, affinché le direttive contenute nel cosiddetto 20-20-20 diventino operative, manca solo la ratifica formale del Consiglio europeo. Passaggio che avverrà sicuramente entro la fine dell&#8217;anno, così da associare definitivamente l&#8217;importante provvedimento alla presidenza di turno francese, in scadenza il 31 dicembre. L&#8217;approvazione da parte dell&#8217;Europarlamento non era del tutto scontata, soprattutto con una maggioranza così netta. Rispetto ai singoli Stati e al Consiglio europeo, l&#8217;assemblea era schierata infatti su posizioni decisamente più avanzate in tema ambientale e l&#8217;annacquato compromesso raggiunto la settimana scorsa poteva non essere ritenuto sufficiente nella lotta ai cambiamenti climatici.<span id="more-477"></span></p>
<p>Non a caso una coalizione di associazioni ambientaliste europee, tra le quali Wwf e Greenpeace, la scorsa settimana avevano rivolto un appello al Parlamento europeo affinché bocciasse la direttiva in quanto eccessivamente timida e inadeguata alla gravità del riscaldamento globale. Più pragmatica invece Legambiente, che anche oggi torna a salutare il voto di Strasburgo con un commento in chiaroscuro. &#8220;La strada imboccata dall&#8217;Europa &#8211; afferma l&#8217;associazione &#8211; è quella giusta anche se si poteva fare di più. L&#8217;accordo raggiunto sul pacchetto 20-20-20 fa ben sperare per la riuscita di un impegno globale a Copenaghen ma gli obiettivi sono ancora lontani e bisogna andare oltre le buone intenzioni. A cominciare dall&#8217;Italia che si deve decidere a diminuire le emissioni&#8221;.</p>
<p>Il piano, come è noto, mira, attraverso misure vincolanti per gli Stati membri e le loro industrie, a ridurre nel 2020 le emissioni di gas serra dell&#8217;Unione Europea del 20% rispetto al 1990. Prevede anche di portare al 20% il ricorso alle energie rinnovabili nei consumi dell&#8217;Ue e di aumentare del 20% l&#8217;efficienza energetica. Obiettivi che l&#8217;accordo finale raggiunto dal Vertice Ue e ratificato oggi dall&#8217;Europarlamento conferma, ma con l&#8217;introduzione di forti concessioni alle rivendicazioni di singoli Stati (Germania, Polonia e Italia soprattutto) e di diverse lobby industriali (auto, acciaio, cemento, elettricità) nelle modalità su cui raggiungerli. Concessioni che secondo i critici del compromesso sono tali da mettere a repentaglio il raggiungimento stesso degli obiettivi fissati.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it" target="_blank">Repubblica.it</a></p>
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		<title>Ue, c&#8217;è l&#8217;intesa sulle energie alternative</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 22:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alternative]]></category>
		<category><![CDATA[energie]]></category>

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Barroso: «Obiettivi non negoziabili»
 Inserita nel documento di compromesso la clausola di revisione della direttiva nel 2014, proposta dall&#8217;Italia
BRUXELLES &#8211; Raggiunta a Bruxelles l&#8217;intesa sulle energie rinnovabili fra Consiglio, Commissione e Parlamento europeo al termine dell&#8217;ennesima nottata di negoziato. Si tratta di un progetto legislativo &#8211; già avallato lunedì dai ministri dei Ventisette competenti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2008/12/09/0KBKZOQP--180x140.jpg" alt="" width="180" height="140" /></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Barroso: «Obiettivi non negoziabili»</strong></h2>
<h2><strong> Inserita nel documento di compromesso la clausola di revisione della direttiva nel 2014, proposta dall&#8217;Italia</strong></h2>
<p>BRUXELLES &#8211; Raggiunta a Bruxelles l&#8217;intesa sulle energie rinnovabili fra Consiglio, Commissione e Parlamento europeo al termine dell&#8217;ennesima nottata di negoziato. Si tratta di un progetto legislativo &#8211; già avallato lunedì dai ministri dei Ventisette competenti per l&#8217;Energia &#8211; che obbliga i Paesi membri a includere il 20% di energie rinnovabili nel consumo energetico entro il 2020: ogni paese dovrà definire un obiettivo nazionale dettagliato per investire in fonti alternative. Nel documento di compromesso è stata inserita la clausola di revisione della direttiva nel 2014, chiesta dall&#8217;Italia come indicato lunedì dal ministro Scajola. Lo sviluppo delle fonti rinnovabili è uno dei pilastri del pacchetto su clima ed energia, che sarà oggetto del vertice dei capi di Stato e di governo di giovedì e venerdì.<br />
<strong>BARROSO: «NON NEGOZIABILE» &#8211; Un pacchetto, il cosiddetto &#8216;20-20-20&#8242;,</strong> «i cui obiettivi non sono negoziabili», sottolinea il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Durao Barroso, spiegando che è comunque necessario garantire un&#8217;equa distribuzione dei costi del pacchetto tramite la flessibilità, a fronte di «preoccupazioni giustificate». «Sono stati fatti enormi progressi anche se, come è naturale, restano <span id="more-471"></span>difficoltà». Ma, aggiunge, non sarebbe giusto per l&#8217;Unione europea «annacquare» le ambizioni del pacchetto clima, ora che gli Stati Uniti, con Obama, si stanno avvicinando alle posizioni della Ue: un «messaggio molto chiaro» che sarà presentato al vertice di giovedì. Barroso si è quindi detto «fiducioso» che il vertice dei capi di Stato e di governo «manterrà essenzialmente intatto» il pacchetto sul clima, «un piano che valga l&#8217;1,5% del Pil europeo, pari a 200 miliardi di euro». «Questo è un test della credibilità, spero che i leader europei siano più ambiziosi dei loro ministri finanziari» ha concluso Barroso.<br />
<strong>FRATTINI: «PASSI AVANTI» </strong>- Il ministro Frattini parla di «importanti passi in avanti»: l&#8217;Italia, ha sottolineato, mantiene dunque la sua «posizione negoziale per favorire un accordo» tra i Ventisette e avanza l&#8217;ulteriore richiesta politica di revisione dell&#8217;intero pacchetto, all&#8217;indomani delle decisioni assunte alla conferenza di Copenaghen di fine 2009 sul post-Kyoto. Frattini ha parlato alle Commissioni esteri congiunte di Camera e Senato.</p>
<p><strong>EUROPARLAMENTO</strong> &#8211; Importante nell&#8217;approvazione del pacchetto clima il ruolo dell&#8217;Europarlamento, dove diverse voci ipotizzano la possibilità di una seconda lettura (invece dell’accordo in prima lettura che persegue la presidenza di turno francese dell’Ue) per almeno una parte delle misure del pacchetto clima, nel caso in cui il compromesso eventualmente proposto dal Consiglio europeo non sia accettabile per l’Assemblea di Strasburgo. Questo rischio riguarda, in particolare, le direttive sulla riduzione del 20% dell’emissioni di gas serra entro il 2020. Ma, sottolinea Barroso, un compromesso fra i capi di Stato e di governo dei Ventisette e poi con il Parlamento europeo è «fattibile». Proprio per questo, ha detto, «ho già chiesto al Parlamento europeo di organizzare diversi triloghi (negoziati a tre fra le istituzioni Ue, ndr) sabato prossimo, immediatamente dopo il vertice dei capi di Stato e di governo».</p>
<p><strong>COOPERAZIONE</strong> &#8211; La clausola di revisione riguarda sostanzialmente i meccanismi di cooperazione fra Stati con riferimento ai progetti comuni e alla possibilità di trasferire quote di rinnovabili da un Paese all&#8217;altro. Il negoziato notturno, che prosegue a livello tecnico, ha anche inserito una norma che consente di conteggiare, anche solo in parte, l&#8217;energia prodotta da fonti rinnovabili, ma non ancora consumata per la mancanza di connessione, in Paesi terzi, in particolare quelli della sponda sud del Mediterraneo. L&#8217;Italia strappa così la possibilità di rivedere nel 2014 gli obiettivi per le energie rinnovabili. Lunedì il ministro delle Attività economiche Claudio Scajola aveva detto: «Abbiamo fatto progressi giganteschi, grazie al forte pressing del governo. Dobbiamo augurarci che la forte credibilità del presidente Berlusconi consenta di mantenere questo risultato». E il collega degli Esteri Frattini aveva lanciato un altolà («Non siamo ancora soddisfatti»), ipotizzando una bocciatura del pacchetto clima da parte del nostro Paese in mancanza di interventi di flessibilità in difesa del settore industriale.</p>
<p><strong>REVISIONE DEI METODI</strong> &#8211; Nel testo di compromesso non si parlava esplicitamente di «revisione», ma si chiedeva alla Commissione Ue di presentare nel 2014 un rapporto per proporre «adeguati adattamenti delle misure di cooperazione in modo da migliorare l&#8217;efficacia dell&#8217;obiettivo del 20%». Tra sei anni si potranno dunque ridiscutere i modi con cui raggiungere il traguardo prefissato, ma l&#8217;iniziale richiesta di Roma di una messa in discussione del target del 17% assegnato al nostro Paese (che parte dal 5%) non ha incontrato il consenso della presidenza francese della Ue. L&#8217;intesa non implica, in ogni caso, lo sblocco del difficile negoziato sul complesso del pacchetto clima, che prevede entro il 2020 la riduzione del 20% delle emissioni di Co2, un aumento del 20% dell’efficienza energetica e della quota di energie rinnovabili nel fabbisogno totale dell’Ue.</p>
<p><strong>IL FRONTE DEL NO</strong> &#8211; Come ha evidenziato Frattini, anche altri Paesi oltre all&#8217;Italia hanno espresso dubbi sull&#8217;obiettivo delle rinnovabili: la Polonia ha chiesto sostegno economico e tempo per riconvertire le centrali a carbone, il Regno Unito è contrario alla creazione di un fondo di solidarietà per i Paesi dell&#8217;est che partono in ritardo e la cancelliera tedesca Merkel ha detto che non appoggerà un piano che potrebbe mettere a rischio l&#8217;occupazione. Il premier polacco Donald Tusk, al termine di un faccia a faccia con Angela Merkel, ha detto che la Polonia e la Germania «non sono interessate» a porre il veto al pacchetto clima-energia. «Ci aspettiamo che alla fine sarà trovato un compromesso al vertice. Sono cautamente ottimista» ha replicato la cancelliera tedesca. Varsavia chiede che venga considerato «uno speciale trattamento per quei Paesi, che più di altri verrebbero colpiti dalle norme del pacchetto. Per quanto ci riguarda, vorremmo che dal 2013 al 2019 ottenessimo permessi di emissione non a pagamento» ha concluso Tusk.</p>
<p><strong>I PUNTI «CALDI»</strong> &#8211; Si negozia febbrilmente sulle esenzioni per proteggere i settori manifatturieri sui quali si caricano maggiormente i costi della conversione ecologica delle produzioni. Gli europei si sono già impegnati nel marzo 2007 a ridurre del 20% le emissioni di gas effetto serra in rapporto ai livelli del 1990, a portare l&#8217;uso di energie rinnovabili al 20% del consumo e realizzare il 20% di risparmio energetico. Tutto questo entro il 2020 (la strategia detta del &#8216;3 x 20&#8242;). Ora si tratta di agire e qui sono nati i problemi. Tutti i settori devono partecipare allo sforzo, l&#8217;industria deve ridurre del 21% le emissioni in otto anni. Per forzare queste misure la Commissione ha proposto di far pagare agli industriali ogni tonnellata di Co2 emessa dal 2013. La messa all&#8217;asta dei diritti a inquinare e l&#8217;uso del ricavato è uno dei punti più caldi. Il problema sollevato dall&#8217;industria tedesca e italiana riguarda anche lo svantaggio in cui si troverebbe l&#8217;Europa in mancanza di impegni analoghi assunti dai partner mondiali, a cominciare dagli Stati Uniti.</p>
<p><strong>REAZIONI</strong> &#8211; L&#8217;accordo sulle energie rinnovabili ha trovato molti consensi. A partire dall’associazione europea dell’industria eolica (Ewea), secondo cui «è stato cambiato il futuro dell’energia dell’Europa», e l’Ue «si conferma come leader della rivoluzione energetica di cui ha bisogno il mondo». Greenpeace parla di un «accordo storico» il Wwf ha inviato una lettera a tutti i parlamentari sui benefici legati al taglio delle emissioni, sui percorsi possibili di riduzione dei gas serra in alcuni importanti comparti produttivi come quello del cemento. Secondo Ermete Realacci, ministro dell&#8217;Ambiente del governo ombra del Pd «ora non ci sono più alibi, l&#8217;Italia deve mettersi in moto subito. Come era prevedibile l&#8217;accordo c&#8217;è stato e gli obiettivi complessivi non si toccano».</p>
<p>fonte: <a href="http://www.corriere.it" target="_blank">Corriere.it</a></p>
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