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	<title>Sondrio2020 &#187; Amministrazione aperta</title>
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		<title>Obama, via libera al new deal verde</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 10:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aperta]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[«Crisi, agire subito per posti di lavoro»
Revisione delle leggi di Bush: la California e altri 13 Stati potranno fissare limiti più severi sui gas di scarico







Barack Obama (Ansa)



WASHINGTON &#8211; Rivoluzione in arrivo per il mercato automobilistico mondiale. Il presidente Obama ha ordinato all&#8217;Environmental Protection Agency, l&#8217;agenzia americana per la protezione dell’ambiente, la revisione delle leggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>«Crisi, agire subito per posti di lavoro»</h1>
<h2>Revisione delle leggi di Bush: la California e altri 13 Stati potranno fissare limiti più severi sui gas di scarico</h2>
<p><strong></strong></p>
<table class="foto-v-left" border="0" width="1" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img title="Barack Obama (Ansa)" src="http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2009/01/26/0KDZIDWA--140x180.jpg" border="0" alt="Barack Obama (Ansa)" width="140" height="180" align="left" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Barack Obama (Ansa)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong></strong><span style="font-weight: bold;">WASHINGTON</span> &#8211; Rivoluzione in arrivo per il mercato automobilistico mondiale. Il presidente Obama ha ordinato all&#8217;Environmental Protection Agency, l&#8217;agenzia americana per la protezione dell’ambiente, la revisione delle leggi dell’amministrazione Bush in materia energetica, autorizzando la California e altri 13 stati dell&#8217;Unione a fissare standard più severi sui gas di scarico delle automobili e sull&#8217;efficienza energetica, come chiesto nel 2007 da un gruppo di governatori guidati da Arnold Schwarzenneger, fortemente critici verso la politica ambientale dell&#8217;ex presidente, che però aveva respinto la richiesta. La California intende ridurre le emissioni del 30% entro il 2016: si tratta del più ambizioso impegno statale o federale per contrastare il riscaldamento globale.</p>
<p><strong>ASSE BIPARTISAN </strong>- Nasce così un asse ambientalista bipartisan, tra il democratico Obama e il repubblicano Schwarzenegger. Nel 2007 la California, seguita poi da altri 13 Stati soprattutto della costa orientale, aveva chiesto all&#8217;Epa di autorizzare il Golden State, il più popoloso dell&#8217;Unione e quello con il maggior numero di auto, a stilare regole più severe di quelle federali in materia di inquinamento auto. Dopo mesi di tira e molla, l&#8217;amministrazione di George W. Bush aveva negato questa possibilità, contrariamente a quanto successo in passato. Obama ha chiesto all&#8217;Epa di riesaminare la propria decisione, aprendo la porta a un&#8217;esenzione dalle regole federali. Secondo la legge in vigore, il &#8220;Clean Air Act&#8221;, la California ha il diritto di stilare le proprie regole in materia di inquinamento auto, visto che lo Stato aveva varato la prima legge in materia prima dell&#8217;esistenza di una legge federale. Una volta concessa l&#8217;esenzione, altri Stati hanno il diritto di seguire l&#8217;esempio.<span id="more-501"></span></p>
<p><strong>18 KM CON UN LITRO </strong>- Schwarzy si è immediatamente congratulato con Obama per la decisione, affermando che «la California e l&#8217;ambiente hanno ora un alleato forte alla Casa Bianca». La scorsa settimana, il governatore aveva scritto al neopresidente, auspicando un nuovo esame da parte dell&#8217;Epa. La decisione sul caso californiano richiederà diversi mesi, secondo la stampa americana. Il progetto di legge del Golden State definisce limiti sulle emissioni, non sui consumi, ma secondo i calcoli effettuati dagli esperti, si parla di auto in grado di fare quasi 18 chilometri con un litro. Per rispondere a questi nuovi criteri, le industrie dovrebbero spendere circa cinquemila dollari per auto, almeno in un primo tempo.</p>
<p><strong>LOTTA PER IL CLIMA </strong>- Obama ha dato poi istruzione al dipartimento dei Trasporti di definire entro marzo gli standard di efficienza dei carburanti che entreranno in vigore nel 2011 per le auto costruite tra il 2011 e il 2015. In pratica le auto dovranno consumare meno e quindi emettere meno sostanze inquinanti. Il memorandum del presidente dà anche indicazioni all&#8217;agenzia di riconsiderare le modalità in cui tali standard vengono definiti per gli anni a seguire. «È tempo per l&#8217;America di condurre la lotta ai cambiamenti climatici &#8211; ha detto il neopresidente -. È necessario avere il coraggio di apportare i cambiamenti necessari, in modo che sia la politica stessa degli Stati Uniti a ridurre la dipendenza del Paese dal petrolio prodotto all’estero. L&#8217;America &#8211; ha concluso &#8211; non sarà ostaggio della diminuzione delle risorse energetiche, dei regimi ostili e del riscaldamento del pianeta». Obama ha ricordato inoltre che entro il 2020 &#8211; come deciso dal Congresso &#8211; le auto dovranno essere in grado di percorrere in media 35 miglia a gallone, cioè circa 15 chilometri con un litro.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">CONSEGUENZE</span> &#8211; La misura, che è stata fortemente osteggiata dall&#8217;industria automobilistica, imporrà dunque alle aziende di produrre e vendere auto meno inquinanti. Dal punto di vista politico, l&#8217;annuncio rafforza la sensazione di una netta svolta rispetto all&#8217;amministrazione Bush su tutti i principali temi: sicurezza e politica estera (con il piano del ritiro dall&#8217;Iraq e l&#8217;ordine della chiusura di Guantanamo), politica interna (con l&#8217;abolizione della legge che vieta i finanziamenti alle Ong che promuovono l&#8217;aborto) e ora ambiente. «Voglio essere assolutamente chiaro &#8211; ha detto il presidente -: il nostro obiettivo non è di porre nuovi ostacoli a un&#8217;industria già in pesanti difficoltà; è di aiutare i costruttori americani a prepararsi per il futuro. Infine vogliamo chiarire al mondo che l&#8217;America è pronta a dirigere. Per proteggere il nostro clima e la nostra sicurezza collettiva, dobbiamo organizzare una vera coalizione globale, in modo da garantire che paesi come la Cina e l&#8217;India facciano la loro parte, come noi vogliamo fare la nostra».</p>
<p><strong>UE: LAVORARE INSIEME» </strong>- Il <em>new deal</em> ambientale annunciato da Obama trova una calda accoglienza in Europa. «Gli Stati Uniti ci hanno assicurato che lavoreranno con noi per raggiungere un accordo globale alla conferenza di Copenaghen sul clima (organizzata dall&#8217;Onu a dicembre, <em>ndr</em>), Obama ha già detto che intende ridurre i gas nocivi dell&#8217;80% entro il 2050» ha detto il commissario europeo all&#8217;Ambiente, Stavros Dimas, durante la presentazione del rapporto McKinsey sugli obiettivi &#8220;20-20-20&#8243;. La Commissione presenterà mercoledì un nuovo piano sul clima che prevede «un aumento graduale degli investimenti mondiali per ridurre le emissioni di gas serra».</p>
<p><strong>NUOVI POSTI DI LAVORO </strong>- Durante la conferenza stampa alla Casa Bianca sulle strategie energetiche, Obama ha parlato anche della crisi economica. La nuova ondata di licenziamenti, che segue quelli annunciati da Microsoft e Intel la settimana scorsa, «dimostra la gravità della situazione e la necessità di creare nuovi posti di lavoro &#8211; ha sottolineato -. Bisogna agire rapidamente, non possiamo permetterci di perdere tempo». Obama ha citato i casi di Home Depot, Microsoft e Sprint fra le aziende che hanno tagliato la forza lavoro.</p>
<p><strong>REAZIONI POSITIVE </strong>- Le associazioni ambientaliste hanno accolto con favore la svolta &#8220;verde&#8221; della Casa Bianca. «Queste azioni sono una chiara dimostrazione che il presidente Obama riconosce l&#8217;urgenza di far muovere l&#8217;America verso l&#8217;energia pulita e di affrontare la crisi climatica nel 2009» ha detto Frances Beinecke, presidente del Natural Resources Defense Council. La senatrice californiana Barbara Boxer, che presiede il Comitato del Senato sull&#8217;Ambiente e i lavori pubblici, si è impegnata a lavorare con l&#8217;Epa per garantire che la deroga per la California venga attuata rapidamente. Secondo Legambiente, le decisioni annunciate da Obama in materia di efficienza energetica nei palazzi governativi e sui gas di scarico delle automobili «sono un ottimo incentivo per l&#8217;Unione Europea a insistere nella sua lotta contro la crisi ambientale ed economica del pianeta. L&#8217;Europa porti avanti con coraggio il suo piano post-Kyoto: tagli alla Co2 del 30% si possono e si devono fare» afferma il vicepresidente Sebastiano Venneri. Il Wwf Italia parla di «esempio di serietà». Questo infine il commento di Ermete Realacci, ministro ombra dell&#8217;Ambiente del Pd: «Il governo Berlusconi cosa fa? Ci auguriamo che arrivino proposte in tal senso in tempi brevissimi sia per dare una <em>chance</em> di rilancio alla nostra economia sia per non lasciare definitivamente al palo l&#8217;Italia».</p>
<p><strong>ASSE DIPLOMATICA CON L&#8217;IRAN &#8211; </strong>Sul fronte diplomatico gli Stati Uniti potrebbero presto aprire una via con l’Iran. Lo ha detto il nuovo ambasciatore americano alle Nazioni Unite, Susan Rice, al termine di un incontro di circa tre quarti d’ora con il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, durante il quale Rice ha presentato ufficialmente le proprie credenziali per insediarsi nel nuovo incarico. «Cercheremo di impegnarci in una forte diplomazia che includa anche quella diretta con l’Iran», ha detto Rice. Gli Stati Uniti non hanno relazioni diplomatiche con la Repubblica Isalamica dall’epoca della rivoluzione del 1979 e la tensione tra i due paesi è andata crescendo negli ultimi anni a seguito dell’elezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad nel 2005. Rice è la prima donna afroamericana a rappresentare gli Stati Uniti nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu. La sua nomina è considerata un passo importante verso un ruolo più efficace delle Nazioni Unite nella soluzione delle crisi internazionali, come auspicato più volte dallo stesso presidente Barack Obama.</p>
<p>fonte: <a title="apre in una nuova finestra il sito ufficiale" href="http://www.corriere.it" target="_blank">Corriere.it</a></p>
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		<title>Destra o sinistra, come si valuta il merito</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 14:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aperta]]></category>

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		<description><![CDATA[Meno norme, più risultati: il sistema per dare i voti a scuole, ospedali e uffici pubblici
 Se il quarto governo di Silvio Berlusconi verrà ricordato, dipenderà soprattutto da quanto riusciranno a fare due ministri: Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione, e Renato Brunetta, ministro della Funzione pubblica. Entrambi hanno predecessori illustri — Giancarlo Lombardi e Letizia Moratti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Meno norme, più risultati: il sistema per dare i voti a scuole, ospedali e uffici pubblici</h3>
<p><img src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/05/16/abra--180x140.jpg" align="left" border="0" height="140" hspace="10" width="180" /> Se il quarto governo di Silvio Berlusconi verrà ricordato, dipenderà soprattutto da quanto riusciranno a fare due ministri: Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione, e Renato Brunetta, ministro della Funzione pubblica. Entrambi hanno predecessori illustri — Giancarlo Lombardi e Letizia Moratti all’Istruzione, Sabino Cassese e Franco Bassanini alla Funzione pubblica— ma scuola e pubbliche amministrazioni rimangono i due più gravi problemi del nostro Paese (con l’eccezione forse dell’ordine pubblico). <strong>In entrambi i casi si tratta di ministri alla loro prima esperienza. </strong>Da un lato questo è positivo:<span id="more-182"></span> spesso l’efficacia dei ministri (e anche quella dei governi) peggiora alla seconda esperienza. Dall’altro l’inesperienza spesso rende i neoministri più dipendenti dai burocrati che reggono i dicasteri e che riescono a spegnere rapidamente il loro entusiasmo e a bloccare ogni innovazione: accadde sette anni fa a Letizia Moratti, proprio all’Istruzione; accadde ai ministri della Lega nel 1994, ai tempi del primo governo Berlusconi. Se posso permettermi un consiglio ai due nuovi ministri, prima di affrontare la pila di documenti che troverete sulle vostre scrivanie, dedicate qualche ora alla lettura del libro di Roger Abravanel Meritocrazia (Garzanti), in particolare il capitolo 9, «Quattro proposte concrete per far sorgere il merito».</p>
<p><strong>La prima è di istituire, come fece Tony Blair in Gran Bretagna, una delivery unit</strong>. L’aspetto nuovo di questa idea è lo spostamento dell’attenzione dall’analisi delle norme e delle procedure all’analisi dei risultati. Introdurre questo metodo in Italia significherebbe ribaltare il modo di lavorare e di pensare delle pubbliche amministrazioni, spesso più interessate alle procedure che ai risultati. Per esempio si tratterebbe di valutare la scuola sulla base dei risultati che gli studenti ottengono nei test Pisa (Programme for International Student Assessment) dell’Ocse.</p>
<p><strong>In Gran Bretagna questo metodo ha dato esiti significativi soprattutto nella sanità</strong>. La delivery unit ha obbligato le varie unità sanitarie (ospedali, ambulatori, day-hospital) a pubblicare i loro dati: tempi medi di attesa, tasso di sopravvivenza dopo alcuni interventi standard, incidenti, emergenze… I cittadini hanno così potuto confrontare strutture sanitarie simili e chieder conto a quelle meno efficienti del perché i loro risultati fossero peggiori di quelli di altre.</p>
<p><strong>Il successo dell’esperimento britannico è dovuto alla compresenza di due fattori</strong>: l’informazione e la possibilità dei cittadini di accedervi e poi di far sentire la propria voce. La delivery unit ha risolto il primo problema, l’accesso all’informazione. Ma questo servirebbe a poco se i cittadini non potessero «farsi sentire». Questa possibilità in Gran Bretagna deriva dal sistema elettorale uninominale, nel quale ogni circoscrizione è rappresentata da un solo deputato, e quindi l’elettore sa sempre chi è il suo rappresentante in Parlamento, sia che lo abbia votato sia che rappresenti un partito diverso dal suo. Sa quindi a chi rivolgersi quando vuole lamentarsi per i risultati relativamente insoddisfacenti di una pubblica amministrazione. (È un aspetto che mi ha sempre colpito anche negli Stati Uniti. La frase «Ora telefoniamo all’ufficio del senatore Kennedy e gli chiediamo di occuparsene » si sente spesso in Massachusetts, uno Stato da quarant’anni rappresentato in Senato da Ted Kennedy, che tutti nello Stato conoscono come il «nostro senatore»).</p>
<p><strong>Cambiare il sistema elettorale, lo sappiamo, sarà complicato</strong>. Una delivery unit, invece, i ministri Gelmini e Brunetta potrebbero crearla in poche settimane. Non le dovrebbe essere affidato alcun compito legislativo, semplicemente chiedere che raccolga ed elabori in modo scientifico l’informazione. Per farlo, dovrà avere poteri forti ma limitati: semplicemente il potere di obbligare le amministrazioni (a cominciare dall’Istat) a pubblicare i dati, perché il fatto straordinario in Italia è che spesso i dati esistono, ma sono custoditi gelosamente in cassetti ben chiusi, caso mai qualche cittadino li volesse consultare. (Molte scuole ad esempio raccolgono — ma non rendono pubblici — dati sui loro alunni: quanto tempo hanno impiegato a trovare un lavoro, quanto guadagnano, in quanto tempo si sono laureati, dove e con che voti). Il professor Daniele Checchi ha mostrato come sia possibile elaborare su basi scientifiche classifiche delle scuole. Un esperimento simile è stato svolto dal professor Andrea Ichino per l’università Bocconi: egli ha elaborato una classifica delle scuole superiori della provincia di Milano che tiene conto del reddito delle famiglie (passo necessario per evitare che la classifica rifletta semplicemente differenze nel reddito) e dei risultati che gli allievi di queste scuole hanno conseguito in alcuni esami sostenuti presso l’università Bocconi.<br />
<strong>Ho esposto solo la prima delle quattro proposte di Abravanel</strong>, ma immagino sia sufficientemente attraente da voler subito conoscere le altre. Quindi buona lettura: di tutto il libro, non solo del capitolo 9.</p>
<p>Francesco Giavazzi<br />
<a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_16/giavazzi_cambiare_regole_valutazione_merito_273f6bd0-230b-11dd-8746-00144f486ba6.shtml" target="_blank">fonte:corriere.it</a></p>
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		<title>Taglio Ici, un salasso per i Comuni</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 11:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aperta]]></category>

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		<description><![CDATA[Il governo ha assicurato che le entrate mancanti verranno compensate
Il Tar del Lazio boccia l&#8217;attribuzione del catasto alle municipalità

ROMA &#8211; Roma piange e Milano non ride. Si prevedono 352 milioni di minori introiti comunali a causa del taglio dell&#8217;Ici sulla prima casa a Roma, mentre a Milano il taglio fiscale porterà 155,4 milioni in meno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il governo ha assicurato che le entrate mancanti verranno compensate<br />
Il Tar del Lazio boccia l&#8217;attribuzione del catasto alle municipalità</h3>
<p><img src="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/economia/tremonti-fisco/salasso-comuni/stor_12952430_31180.jpg" alt="&lt;B&gt;Taglio Ici, un salasso per i Comuni&lt;br&gt;Roma la più colpita: -352 milioni&lt;/B&gt;" align="right" hspace="10" width="230" /><br />
<strong>ROMA</strong> &#8211; Roma piange e Milano non ride. Si prevedono 352 milioni di minori introiti comunali a causa del taglio dell&#8217;Ici sulla prima casa a Roma, mentre a Milano il taglio fiscale porterà 155,4 milioni in meno. Torino perderà 94 milioni circa. Sono le stime sui costi per le entrate comunali della misura di taglio dell&#8217;Ici che emergono da uno studio della Cgia di Mestre, su dati 2006, eseguito per il settimanale Economy.<br />
<a href="javascript:window.open('http://www.repubblica.it/popup/servizi/2008/ici_comuni/1.html','audio','width=518,height=520,scrollbars=no');void(0);"><strong><font color="#990000">LA TABELLA: QUANTO PERDONO I COMUNI</font></strong></a><br />
<span id="more-175"></span><br />
Tra le prime 21 città italiane, è Trieste quella dove il gettito dell&#8217;Ici per la prima casa ha, in termini percentuali, il peso maggiore sul totale dell&#8217;incasso comunale: con 19 milioni di euro nel 2006, l&#8217;Ici sulla prima abitazione vale il 40 per cento esatto del gettito totale dell&#8217;Ici.</p>
<p>Tra i 21 comuni capoluogo di Regione della classifica, a causa del taglio fiscale, Roma è quella che perderà in termini assoluti la fetta più importante di incassi: quasi 352 milioni (sempre nel 2006) su un totale di 998 (il 35,3 per cento). Milano, che è al secondo posto, subirà invece un calo di introiti di 155,4 milioni di euro su un totale di 407 (il 38,2 per cento). Torino, la terza città della graduatoria, con il taglio dell&#8217;Ici sulla prima casa perderà 94,3 milioni su 250 (il 37,7 per cento).</p>
<p>La Uil fa invece i conti sul versante opposto, quello delle tasche dei contribuenti. In un rapporto il sindacato conferma che il taglio dell&#8217;Ici sulla prima casa si tradurrà in circa 2 miliardi di costi per le casse dello Stato e in una media di un centinaio di euro in più per le famiglie italiane. Si tratterà infatti &#8211; secondo lo studio &#8211; di 73,35 euro a famiglia in meno che potranno arrivare a 106,50 euro per una casa accatastata in A/2 e a 40,20 euro per una abitazione accatastata in A/3.</p>
<p>C&#8217;è il rischio di un intervento non equilibrato, dunque la Uil chiede al governo, prima di procedere ad interventi sull&#8217;Ici, di &#8220;aggiornare e riorganizzare il catasto e gli estimi catastali, perché il valore di questi ultimi delle categorie delle zone censuarie, variano da quartiere a quartiere, da città a città&#8221;. Tuttavia proprio ieri il Tar del Lazio, accogliendo un ricorso della Confedilizia, ha bocciato il decreto del governo Prodi del giugno scorso che attribuisce il catasto ai Comuni e che sarebbe servito come base per l&#8217;aggiornamento degli estimi per adeguarli al valore attuale.</p>
<p>&#8220;L&#8217;attribuzione ai Comuni dell&#8217;esercizio della potestà autoritativa di procedere al classamento e quindi alla definizione della relativa rendita catastale &#8211; scrivono i giudici della II sezione del Tar, presieduti da Luigi Tosti &#8211; costituisce un&#8217;opzione non prevista dalla legge nell&#8217;ambito del trasferimento di funzione catastali&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/" target="_blank">fonte: repubblica.it </a></p>
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		<title>L&#8217;isola che c&#8217;è &#8211; rete comasca di economia solidale</title>
		<link>http://www.sondrio2020.it/2008/04/09/lisola-che-ce-rete-comasca-di-economia-solidale/</link>
		<comments>http://www.sondrio2020.it/2008/04/09/lisola-che-ce-rete-comasca-di-economia-solidale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 13:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aperta]]></category>

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		<description><![CDATA[Municipi sostenibili è un percorso rivolto agli amministratori pubblici e a tutti gli interessati per scambiarsi idee, esperienze, riflessioni sui temi scottanti per un buon governo degli enti locali.
Il percorso è realizzato dal Coordinamento Comasco per la Pace, con L&#8217;isola che c&#8217;è e il CSV, nell’ambito del progetto “Quotidiano Sostenibile 2008”, co-finanziato con bando della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Municipi sostenibili è un percorso rivolto agli amministratori pubblici e a tutti gli interessati per scambiarsi idee, esperienze, riflessioni sui temi scottanti per un buon governo degli enti locali.<br />
Il percorso è realizzato dal Coordinamento Comasco per la Pace, con L&#8217;isola che c&#8217;è e il CSV, nell’ambito del progetto “Quotidiano Sostenibile 2008”, co-finanziato con bando della Fondazione Cariplo.<span id="more-144"></span></p>
<h3> Municipi sostenibili: il calendario</h3>
<p><strong>  19 APRILE 2008</strong>, ORE 09:00 VILLA GALLIA, COMO<br />
LA SOSTENIBILITÀ NELL’ATTIVITÀ EDILIZIA E NEL GOVERNO DEL TERRITORIO<br />
•	Strumenti per la promozione della sostenibilità nei programmi di governo locale dell’attività edilizia e del territorio. Esperienze in lombardia.<br />
Giovanni Borgonovo &#8211; Architetto (delegato ANAB &#8211; La Città Possibile)<br />
•	L’esperienza del comune di Albiate<br />
dott. Filippo Viganò &#8211; Sindaco del Comune di Albiate (MI)<br />
•	L’esperienza del comune di Bovisio Masciago<br />
Giuliano Solda &#8211; Assessore alle politiche territoriali di Bovisio Masciago (MI)<br />
•	La pianificazione differita. Per un piano regolatore equo e solidale.<br />
Luca Gaggioli &#8211; Assessore all’urbanistica e programmazione territoriale di Quarrata (PT)</p>
<p><strong> 10 MAGGIO 2008</strong>, ORE 09:00 VILLA GALLIA, COMO<br />
MOBILITA’ URBANA<br />
•	La pianifi cazione e la moderazione del traffico nei piccoli e medi comuni<br />
Alberto Bracchi &#8211; Architetto La Città Possibile<br />
•	L’organizzazione del car-sharing e della mobilità ciclabile a La Rochelle (Francia)<br />
Anna Trentini &#8211; Ingegnere ambientale<br />
•	Ciclabilità e intermodalità: l’esperienza di Parma<br />
Emanuela Donetti &#8211; Geografa<br />
•	Mobilità e traffico urbano: gli strumenti di telecontrollo del traffico e delle violazioni<br />
Damiano Rossi &#8211; Ingegnere Polinomia<br />
•	L’esperienza del comune di Carimate<br />
Fulvio Castelli &#8211; Assessore all’ecologia e ambiente di Carimate<br />
<strong>7 GIUGNO 2008</strong>, ORE 09:00 VILLA GALLIA, COMO<br />
APPALTI PUBBLICI: TRASPARENZA, LOTTA ALLE INFILTRAZIONI MAFIOSE, CLAUSOLE SOCIALI E AMBIENTALI<br />
•	Appalti e subappalti: trasparenza, efficienza, strumenti legislativi e buone prassi.<br />
Andrea Campinoti &#8211; Presidente Avviso Pubblico<br />
Ilaria Ramoni &#8211; Avvocato Libera Lombardia e Ufficio legale nazionale di Libera<br />
Enza Rando &#8211; Avvocato, Ufficio di presidenza e Responsabile Ufficio legale nazionale di Libera<br />
•	Un viaggio nei comuni a 5 stelle: cosa possono fare i comuni per ridurre la propria impronta ecologica<br />
Marco Boschini &#8211; Coordinatore Associazione dei Comuni Virtuosi</p>
<p><strong>  20 SETTEMBRE 2008</strong>, ORE 14.00 PARCO DI VILLA GUARDIA<br />
PARTECIPAZIONE E CITTADINANZA ATTIVA<br />
•	Partecipare è condurre in porto una vela col vento contrario<br />
Marianella Sclavi &#8211; Facilitatrice in arte di ascoltare e progettazione partecipata<br />
•	Esperienze di partecipazione<br />
Consorzio in RETE &#8211; servizio di sviluppo di comunità (Ivrea)<br />
•	La mediazione partecipata dei conflitti<br />
Gilberto Macaluso &#8211; è stato Responsabile delle politiche di promozione della qualità della vita Mogliano Veneto (TV)<br />
•	Fabrica Ethica: l’esperienza della Toscana sulla responsabilità d’impresa<br />
Fabrizia Paloscia &#8211; Coordinamento Politiche Fabrica Ethica<br />
•	Il bilancio partecipativo: uno strumento amministrativo &#8211; il caso di Priverno (LT)<br />
Giordani Rinaldo &#8211; amministratore che ha introdotto il bilancio partecipativo<br />
•	Prime sperimentazioni di bilancio partecipativo nel Lazio<br />
Noemi Colombo &#8211; collaboratrice del Comune di Monterotondo (RM) e della Regione Lazio</p>
<p>La partecipazione è gratuita con iscrizione il giorno stesso dei seminari.<br />
Per informazioni: COORDINAMENTO COMASCO PER LA PACE<br />
via Trieste, 1 Fino Mornasco &#8211; Como, tel. 031/927644 fax 031/3540032, e-mail segreteria@comopace.org</p>
<p><table style="border: 1px solid #CCC;" cellpadding="3" width="100%">
  <tr>
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      <b>added:</b> 09/04/2008 <br />
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		<title>Se è locale piace: indagine svela il rapporto tra giovani e politica</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 16:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione aperta]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Davanti ai portoni dei municipi la gerontocrazia fa qualche piccolo passo indietro. Se l&#8217;Italia è solitamente dipinta come un paese dove il potere &#8211; politico e non solo &#8211; è saldamente nelle mani degli ultrasessantenni, note di conforto arrivano da uno studio realizzato dall&#8217;Anci, l&#8217;associazione nazionale dei comuni, in collaborazione con Cittalia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA &#8211; </strong>Davanti ai portoni dei municipi la gerontocrazia fa qualche piccolo passo indietro. Se l&#8217;Italia è solitamente dipinta come un paese dove il potere &#8211; politico e non solo &#8211; è saldamente nelle mani degli ultrasessantenni, note di conforto arrivano da uno studio realizzato dall&#8217;Anci, l&#8217;associazione nazionale dei comuni, in collaborazione con Cittalia e Swg-Publica Res. <span id="more-131"></span></p>
<p>Nei consigli cittadini il 19% degli amministratori ha meno di 35 anni a fronte del 2,2% dei deputati, del 4,2% dei consiglieri regionali e del 7,2% dei consiglieri provinciali. Più in dettaglio, a livello territoriale, oltre il 71% dei giovani amministratori comunali sotto i 35 anni è concentrato nei piccoli comuni. Per quanto riguarda le cariche ricoperte, l&#8217;1,4% degli amministratori con meno di 35 anni è sindaco, il 2% vicesindaco, il 16% è assessore e l&#8217;80% è consigliere comunale. Inoltre la ricerca svolta su un campione di 2.600 individui (2.000 under 34 e 600 over 35), rispetto agli ultimi tre anni, certifica che circa il 50% dei giovani italiani mostra un aumento di interesse per la politica. Più del 90% dei giovani italiani ritiene infatti necessario partecipare alla vita politica del Paese, tanto che il 76% auspicherebbe delle &#8220;quote verdi&#8221;, un numero minimo obbligatorio di giovani candidati nelle liste.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/verso-elezioni-17/comuni-palestra/comuni-palestra.html?ref=search" title="la repubblica" target="_blank">fonte: La Repubblica </a></p>
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		<title>Accesso alle informazioni e partecipazione alle scelte ambientali delle amministrazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 12:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrazione aperta]]></category>

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		<description><![CDATA[Contributo di Marina Cotelli 
PREMESSA
Tematiche quali i rifiuti, i consumi energetici, l’inquinamento atmosferico, la mobilità, la qualità delle acque, investono la vita quotidiana dei cittadini. Il coinvolgimento dei cittadini è fondamentale per migliorare la qualità delle politiche pubbliche, a maggior ragione se c’è di mezzo l’ambiente, per il quale occorre una consapevolezza collettiva. Le istituzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Contributo di Marina Cotelli </p>
<p>PREMESSA<br />
Tematiche quali i rifiuti, i consumi energetici, l’inquinamento atmosferico, la mobilità, la qualità delle acque, investono la vita quotidiana dei cittadini. Il coinvolgimento dei cittadini è fondamentale per migliorare la qualità delle politiche pubbliche, a maggior ragione se c’è di mezzo l’ambiente, per il quale occorre una consapevolezza collettiva. Le istituzioni ne sono convinte e per rendere concreto questo impegno diventa strategica l’informazione sui temi ambientali. </p>
<p>La partecipazione, l’accesso all’informazione e la comunicazione ambientale sono temi che rappresentano un riferimento sempre più presente nel quadro normativo e programmatico internazionale e nazionale sullo sviluppo sostenibile. Il coinvolgimento la partecipazione dei cittadini e dei diversi attori della società risulta infatti fondamentale al fine di migliorare la qualità delle politiche pubbliche e i processi decisionali, integrando così gli apporti dei cittadini nella definizione degli stessi. Tale situazione si colloca nel più generale quadro delle trasformazioni della politica democratica, poiché rappresenta la risposta delle istituzioni &#8211; nel contesto delle amministrazioni &#8211; alla crescente domanda di trasparenza e di apertura dell’operato pubblico.<span id="more-89"></span></p>
<p><strong>Più trasparenza </strong></p>
<p>Proprio l’apertura delle istituzioni pubbliche, per rendere trasparenti i processi decisionali innescando meccanismi di coinvolgimento dei cittadini, è alla base del nuovo modo di concepire l’azione pubblica e riflette lo scenario diverso in cui oggi si guarda al processo di elaborazione delle politiche, improntato appunto a quei principi di trasparenza, apertura, partecipazione, che definiscono il buon governo. Lo sviluppo di questi temi si può collocare all’interno del più ampio discorso relativo al processo di evoluzione dal concetto di government a quello di governance, in risposta a un deficit attuativo delle politiche pubbliche, che ha lasciato emergere la necessità di innovazione dei modelli di governo e di riforma della P.A. Affrontare questi temi significa dunque toccare vari argomenti sotto diversi profili, dall’evoluzione del rapporto tra amministrazioni e cittadini, al miglioramento della qualità delle politiche pubbliche, al rafforzamento della cittadinanza, alla coesione sociale, allo sviluppo sostenibile. È allora in quest’ultimo ambito che l’informazione e la partecipazione rivestono particolare rilevanza, poiché riguardano l’ambiente e toccano uno dei diritti principali dell’individuo, ovvero il diritto alla salute e a un ambiente sano e, in definitiva, a una migliore qualità della vita. Tematiche quali i rifiuti, i consumi energetici, l’inquinamento atmosferico, la mobilità, la qualità delle acque, investono la vita quotidiana dei cittadini e, per affrontare in maniera efficace i problemi a esse collegate, i governi e le amministrazioni, soprattutto a livello locale, debbono informare e coinvolgere la collettività nelle decisioni. “La partecipazione diretta dei cittadini alle scelte di trasformazione non deve intendersi solo un’opzione politica o culturale, ma una componente essenziale dei processi di trasformazione urbana, finalizzati alla qualità, alla trasparenza e alla coesione sociale, partendo dal principio che la città vera è quella degli abitanti ”, così è espresso questo principio nel Regolamento per l’attivazione del processo di partecipazione dei cittadini alle scelte di trasformazione urbana del Comune di Roma (Delibera di Consiglio 57/06). L’informazione aumenta la trasparenza dell’amministrazione e le conferisce maggiori responsabilità, ma soprattutto, supporta e migliora la qualità dei processi decisionali. A tal riguardo è importante sottolineare che, a livello internazionale, nel 1998 è stata firmata la Convenzione di Aarhus, la quale sancisce il diritto all’informazione ambientale, ma soprattutto estende tale diritto alla partecipazione ai processi decisionali e all’accesso alla giustizia in materia ambientale.<br />
<em><br />
« Uno dei diritti principali dell’individuo è il diritto alla salute e a un ambiente sano: in definitiva a una migliore qualità della vita » </em></p>
<p><strong>Il diritto all’informazione ambientale </strong></p>
<p>Con riferimento alla legislazione degli stati membri, nel 2003 è stato emanato il testo fondamentale in materia, ovvero la Direttiva 4/2003/CE, che definisce alcuni punti significativi per favorire la migliore interpretazione e applicazione della stessa da parte delle amministrazioni degli Stati nazionali (definizione più ampia di informazione ambientale, di autorità pubblica, del termine entro il quale le autorità pubbliche debbono fornire l’informazione richiesta: un mese). Il Decreto Legislativo 195/2005 recepisce la direttiva 2003/4/CE relativa all’accesso del pubblico all’informazione ambientale e abroga la precedente normativa vigente in materia (Decreto Legislativo 39/97, attuativo della Direttiva 90/313/CE). Il nuovo Decreto, nell’ottica di rendere effettiva la fruibilità dell’accesso all’informazione ambientale configura quest’ultimo quale vero e proprio “diritto” e non più semplice “libertà” e ne definisce le relative modalità di esercizio. La Direttiva mira ad agevolare la diffusione al pubblico delle informazioni ambientali detenute o prodotte da autorità pubbliche anche mediante l’utilizzo delle tecnologie informatiche e dei mezzi di telecomunicazione (Art.1). Tale provvedimento assicura a qualsiasi persona fisica o giuridica, senza necessità di dimostrare alcun interesse specifico, il diritto di accesso all’informazione ambientale, stabilendo che il termine entro il quale i dati richiesti debbono essere resi disponibili sia pari a 30 giorni dalla data di avvenuta ricezione dell’istanza, ovvero, a 60 giorni, se trattasi di una richiesta complessa (Art. 3). </p>
<p><strong>La posizione dell’Italia </strong></p>
<p>Il Decreto 195/2005 recepisce in tema di accesso quanto previsto dalla “Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale”, sottoscritta ad Aarhus (Danimarca) il 25 giugno 1998 e ratificata dall’Italia con la Legge 108/2001, la quale ha riconosciuto ai cittadini europei un ruolo determinante nelle scelte ambientali. L’adesione a tale Convenzione, entrata in vigore il 30/10/2001, ha vincolato il nostro Paese all’adozione di misure legislative e regolamentari per promuovere l’educazione ecologica dei cittadini e per accrescere le possibilità concrete di partecipazione ai processi decisionali da parte delle associazioni, dei gruppi e delle organizzazioni in prima linea nella protezione dell’ambiente. La Direttiva 2003/4/CE prevede che le autorità pubbliche: rendano disponibili e aggiornino, con cadenza almeno annuale, tutte le informazioni in loro possesso, mediante cataloghi pubblici nei quali siano riportati gli elenchi delle fonti informative ambientali disponibili; ovvero che, in alternativa, si avvalgano degli Uffici per Relazioni con il Pubblico già esistenti, quali Punti informativi preordinati a facilitare l’acquisizione dei dati ambientali (Art. 4). Il Decreto 195/2005 prevede inoltre che, in alcuni casi, l’autorità possa rifiutare totalmente o parzialmente l’accesso alle informazioni richieste, purché il rifiuto sia motivato. L’accesso alle informazioni ambientali è, comunque, consentito qualora l’interesse pubblico correlato alla divulgazione delle informazioni ambientali prevalga rispetto all’interesse tutelato dall’eventuale rifiuto (Art.5). Il cittadino, qualora ritenga violato il proprio diritto all’informazione ambientale (per il rifiuto totale o parziale dell’istanza di accesso dal medesimo inoltrata o per l’inerzia dell’autorità pubblica), può proporre ricorso in sede giurisdizionale, ovvero, richiedere il riesame delle determinazioni concernenti il predetto diniego, rivolgendosi rispettivamente: al Difensore Civico competente per territorio, ove tali atti siano stati emessi da parte di un Ente Locale (Comune, Provincia, Regione); oppure alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, qualora trattasi di provvedimenti adottati da parte di amministrazioni centrali o periferiche dello Stato (Art.7). Il ruolo crescente dell’informazione ambientale si colloca oggi all’interno del processo di riforma della P.A. che, a partire dalle L. 241/90 e L. 142/90 e ora grazie alla L. 15/05 e 80/05, ha attribuito una posizione centrale agli enti locali. Il ruolo dell’amministrazione locale e il principio della trasparenza dell’operato della stessa, su cui si fonda il diritto di accesso agli atti amministrativi, costituiscono i primi pilastri di quel processo di innovazione amministrativa che oggi attraversa la Pubblica Amministrazione, in cui l’apertura, l’informazione e, in generale, tutto ciò che significa accountability (nel senso di rendere conto) ai cittadini acquistano un significato fondamentale.</p>
<p><strong>L’importanza delle amministrazioni locali </strong></p>
<p>La Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile evidenzia alcuni aspetti particolarmente significativi in merito alla partecipazione dei cittadini: la capacità di far comprendere le ragioni dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile e il ruolo delle amministrazioni pubbliche, in particolare quelle locali, nel favorire la consapevolezza per stimolare l’adozione di stili di vita e modelli comportamentali differenti. La successiva Direttiva 2003/35/CE, relativa alla partecipazione del pubblico a taluni piani e programmi ambientali, prevede modifiche alla Direttiva 85/337/CE del Consiglio, sulla valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, e la Direttiva 96/61/CE del Consiglio, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento, per garantirne la totale compatibilità con le disposizioni della Convenzione di Aarhus. Il 18 maggio 2006 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.P.R. n.184 del 12 aprile 2006 il Regolamento recante disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi, il quale indica le modalità di esercizio del diritto di accesso a tale documentazione in conformità a quanto stabilito nel capo V della L. 241 del 7 agosto 1990 e successive modificazioni. Passando a esaminare più da vicino le linee guida della nuova legge sul procedimento amministrativo, essa si conferma come una carta dei diritti del cittadino, ispirata da un lato a criteri di maggiore celerità e efficienza dell’azione amministrativa, dall’altro a principi di conoscibilità dell’operato della P.A. e di partecipazione dell’amministrato al concreto svolgimento della funzione pubblica; finalità rafforzate da alcune innovazioni e puntualizzazioni sulle modalità complessive dell’azione amministrativa, che hanno già suscitato dibattiti e discussioni in dottrina, in attesa dell’intervento nomofilattico della giurisprudenza. Sulla scorta del nuovo art. 1, appare significativa l’inclusione tra i criteri generali cui deve attenersi l’attività amministrativa, del principio di trasparenza, nonché di quelli derivanti dall’ordinamento comunitario. In realtà, mentre l’adeguamento ai principi comunitari è una novità nell’ambito della disciplina sul procedimento amministrativo, il criterio della trasparenza ha invece ottenuto una mera esternazione, in quanto ritenuto già indirettamente operante, grazie al riconoscimento del diritto di accesso ai documenti amministrativi. Il richiamo al diritto comunitario è, invero, l’inevitabile risposta al fenomeno della continua e rapidissima evoluzione dell’integrazione europea (vedi supra), che coinvolge in questo caso i rapporti Stato-Cittadini, su cui ha avuto modo di pronunciarsi più volte la nostra Corte costituzionale, nel senso di ritenere obbligati gli organi amministrativi a disapplicare la norma interna, se in conflitto con quella comunitaria direttamente applicabile.<br />
« Tematiche quali i rifiuti, i consumi energetici, l’inquinamento atmosferico, la mobilità, la qualità delle acque, investono la vita quotidiana dei cittadini »</p>
<p>Avv. Margerita Lupetina per &#8220;Il Corriere de iure publico&#8221;</p>
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