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	<title>Sondrio2020 &#187; Cultura</title>
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		<title>Teatro incontri terzo appuntamtento</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 08:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Marco Martinelli è il fondatore del Teatro delle Albe di Ravenna, da più di 20 anni una delle realtà più interessanti del panorama teatrale italiano.
Oltre ad avere creato numerosi spettacoli che hanno ottenuto i più importanti riconoscimenti nei festival italiani ed europei, Martinelli con il Teatro delle Albe ha dato vita alla &#8220;Non &#8211; Scuola&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sondrio2020.it/wp-content/uploads/2009/05/martinelli.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-558" title="martinelli" src="http://www.sondrio2020.it/wp-content/uploads/2009/05/martinelli-150x150.jpg" alt="martinelli" width="150" height="150" /></a>Marco Martinelli è il fondatore del Teatro delle Albe di Ravenna, da più di 20 anni una delle realtà più interessanti del panorama teatrale italiano.<br />
Oltre ad avere creato numerosi spettacoli che hanno ottenuto i più importanti riconoscimenti nei festival italiani ed europei, Martinelli con il Teatro delle Albe ha dato vita alla &#8220;Non &#8211; Scuola&#8221;, uno straordinario laboratorio permanente con gli adolescenti. Negli anni ha portato la &#8220;non-scuola&#8221;, dopo averla istituita a Ravenna, nei ghetti di Chicago, in un<br />
villaggio in Senegal e a Scampia (Napoli), confrontandosi con realtà sociali estreme e scoprendo che il teatro può essere incredibile strumento di alternativa al degrado culturale di quei luoghi. L&#8217;entusiasmo e la passione dei ragazzini di Scampia sono davvero contagiosi! Il progetto di Scampia ha avuto una grande enfansi sui mezzi di comunicazione sia cartacei che tv ed è forse il miglior esempio di come il teatro possa essere strumento di aggregazione sociale.<br />
Durante la serata intervisteremo Marco Martinelli e proietteremo il video &#8220;Arrevuoto&#8221; sul lavoro condotto a Scampia.<br />
Cercheremo di scoprire come si possa partire da una piccola provincia come Ravenna ed arrivare a confrontarsi con luoghi e realtà tanto lontani e apparentemente diversi e ancora come si possa, dalla provincia, costruire uno dei centri teatrali più forti d&#8217;Italia.</p>
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		<title>Teatro incontri 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 17:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[PAOLO FERRARI  &#8220;Il mestiere dell&#8217;attore&#8221;
Dopo la serata con la chitarra di Giovanna Marini, appassionata e coinvolgente ultima cantastorie che ha incantato un pubblico commosso, gli appuntamenti di TEATROINCONTRI continuano con una delle più grandi voci del teatro italiano. Paolo Ferrari sarà con noi il 17 aprile, alle ore 21.00, all&#8217;Auditorium Torelli, per raccontare, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.artegraphica.it/public/sondrioteatro/secondoincontro.jpg" alt="" width="419" height="174" /><strong>PAOLO FERRARI  &#8220;Il mestiere dell&#8217;attore&#8221;</strong><br />
Dopo la serata con la chitarra di Giovanna Marini, appassionata e coinvolgente ultima cantastorie che ha incantato un pubblico commosso, gli appuntamenti di TEATROINCONTRI continuano con una delle più grandi voci del teatro italiano. <strong>Paolo Ferrari sarà con noi il 17 aprile</strong>, alle ore 21.00, all&#8217;Auditorium Torelli, per raccontare, a modo suo, la magia e la fatica del mestiere d&#8217;attore, non sottraendosi a qualche &#8220;prova d&#8217;autore&#8221;.<br />
Mi farebbe piacere continuare insieme a Voi questo percorso, che vuole dare contenuti a una voglia di (fare) teatro che va aiutata ad esprimersi.<br />
Vi aspetto tutti, quindi, al prossimo appuntamento di TEATROINCONTRI!<br />
L&#8217;Assessore alla Cultura e all&#8217;Istruzione del Comune di Sondrio<br />
Marina Cotelli</p>
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		<title>Lettera del Rettore a studenti e famiglie</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 12:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Università di Padova desidera mettere al corrente le famiglie dei propri studenti circa la posizione dell’Ateneo in merito alle misure assunte dalla cosiddetta “manovra d’estate” che prevede, tra l’altro, fortissime limitazioni al turnover, tagli pesanti dei finanziamenti agli Atenei di oltre 400 milioni di euro l’anno a partire dal 2010.. Il blocco del turnover del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">L’Università di Padova desidera mettere al corrente le famiglie dei propri studenti circa la posizione dell’Ateneo in merito alle misure assunte dalla cosiddetta “manovra d’estate” che prevede, tra l’altro, fortissime limitazioni al turnover, tagli pesanti dei finanziamenti agli Atenei di oltre 400 milioni di euro l’anno a partire dal 2010.. Il blocco del turnover del personale docente e tecnico-amministrativo (verrà assunto solo un docente o un tecnico- amministrativo su cinque che andranno in pensione) e la riduzione del Fondo per il Finanziamento Ordinario con cui il bilancio dello Stato finanzia gli Atenei, avranno <span id="more-415"></span>gravissime conseguenze sul funzionamento delle Università, impedendo così l’assunzione dei giovani, il nostro più prezioso capitale umano, facendo inevitabilmente crescere la “fuga dei cervelli” all’estero. Il Governo tende a giustificare tagli così massicci e brutali all’Università -“suicidi” li ha definiti la prestigiosa rivista inglese “Nature” nel suo ultimo numero -asserendo che l’intero sistema universitario è al collasso e soffre di una crisi irreparabile. Ma così, procedendo con tagli decisi in modo indifferenziato per tutti gli Atenei, il Governo finisce per generalizzare un giudizio negativo che non è giusto colpisca allo stesso modo Atenei che in realtà sono oggi in situazioni tra loro molto diverse. Vi sono Università che in questi ultimi anni non hanno fatto buon uso dell’autonomia gestionale e di bilancio ed altre, come Padova, che hanno invece il bilancio perfettamente sano e sono ai primissimi posti nelle classifiche nazionali degli Atenei.<br />
Vero è che già l’Italia investe in formazione e ricerca molto meno che altri Paesi europei. La percentuale di spesa universitaria rispetto alla spesa pubblica totale per servizi è in Italia di 1,6, contro il 2,9 della UE e le risorse pubbliche per l’istruzione superiore sono pari allo 0,9% del Prodotto interno lordo contro una media OCSE dell’1,5% e di 1,3% per l’Europa dei 19. Il rischio concreto è di privare il nostro Paese della risorsa preziosa rappresentata da una rete di università pubbliche e insieme di ledere i principi, sanciti dalla nostra Costituzione, dell’autonomia universitaria, della natura prevalentemente pubblica della formazione universitaria e della possibilità per i “capaci e meritevoli anche se privi di mezzi ”di accedere ai più alti gradi dell’istruzione. L’Università di Padova, pur nella consapevolezza della difficile situazione economica e finanziaria del nostro Paese, non può accettare in alcun modo che si affossi il sistema universitario italiano, andando a colpire indistintamente tutti gli Atenei, senza una valutazione nel merito e senza che i tagli delle risorse pubbliche agli Atenei avviino una pur necessaria riqualificazione della spesa. L’Università di Padova è dunque decisamente in disaccordo con provvedimenti legislativi che rischiano di demolire il nostro sistema universitario, che tagliano i fondi con la mannaia in una decapitazione di massa, e non operano invece col bisturi del chirurgo, capace di guarire eliminando le parti ammalate. Per questo il Senato Accademico ha chiesto ai docenti dell’Ateneo di ribadire agli studenti gli aspetti fortemente negativi di questi provvedimenti, di sviluppare, nelle forme e nelle modalità che ciascuna Facoltà riterrà più opportune, azioni di protesta che abbiano come scopo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e  dei cittadini, ma senza interruzioni prolungate delle lezioni che farebbero solo il danno degli studenti, mettendo in atto altre iniziative, come lo svolgimento di lezioni in piazza, che illustrino i motivi dell’agitazione in corso in gran parte delle Università italiane.<br />
L’Università di Padova fa appello all’opinione pubblica perché comprenda che il futuro dei giovani e della loro formazione, cui tante famiglie sono interessate, è oggi in pericolo, e con questa lettera agli Studenti e alle loro Famiglie intende realizzare il primo momento di una più ampia campagna di informazione e di sensibilizzazione che chiarisca la vera realtà del sistema universitario italiano e getti luce sui rischi gravissimi che derivano da tagli indiscriminati, in assenza di ogni iniziativa di valutazione, con la conseguenza certa dapprima di far lievitare in modo notevole le tasse studentesche e, nel seguito, di causare danni irreparabili ad un settore fondamentale per il futuro del Paese con una “cura da cavallo”che provocherà la morte certa del paziente invece che assicurarne la guarigione.</p>
<p style="text-align: left;">Il Rettore Vincenzo Milanesi<br />
Padova, 28 ottobre 2008</p>
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		<title>Patrimonio dell&#8217;umanità</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 19:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO — Mantova e Sabbioneta, «eccezionali testimonianze dell&#8217;architettura e dell&#8217;urbanistica del Rinascimento », e la Ferrovia Retica, che attraversa le Alpi tra Italia e Svizzera, sono da martedì «Patrimonio mondiale dell&#8217;umanità ». Con loro entrano a far parte della lista stilata dall&#8217;Unesco anche il Monte Titano e il centro storico di San Marino, portando per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.ferroviadelbernina.it/images/immagini%20realt%E0/Brusio%20viadukt%20w%20realt%E0.jpg" alt="" width="290" height="216" />MILANO — Mantova e Sabbioneta, «eccezionali testimonianze dell&#8217;architettura e dell&#8217;urbanistica del Rinascimento », e la <a href="http://www.ferroviadelbernina.it/" target="_blank">Ferrovia Retica</a>, che attraversa le Alpi tra Italia e Svizzera, sono da martedì «Patrimonio mondiale dell&#8217;umanità ». Con loro entrano a far parte della lista stilata dall&#8217;Unesco anche il Monte Titano e il centro storico di San Marino, portando per la prima volta la minuscola Repubblica ad ottenere il prestigioso riconoscimento. Lo ha deciso il Comitato dell&#8217;Unesco che vaglia le candidature, riunito per la trentaduesima volta nella sua storia, in Canada, a Quebec City, in una sessione fiume che terminerà domani. Tra ieri e lunedì, il Comitato ha aggiunto alla lista dei siti bollati «World Heritage » 27 località, diciannove scelte per l&#8217;importanza culturale e otto per quella naturale. Una massiccia infornata che si va ad aggiungere agli 851 siti già presenti nelle liste dell&#8217;Unesco, aperte nel 1972, e che rende più saldo il primato assoluto italiano. Con l&#8217;ingresso di Mantova e Sabbioneta — la «Piccola Atene» voluta dal duca Vespasiano Gonzaga — e della ferrovia dell&#8217;Albula e del Bernina (a metà con la Svizzera), l&#8217;Italia arriva ora ad avere 43 siti riconosciuti di «eccezionale valore universale» e dotate dei requisiti di «autenticità e integrità».<span id="more-198"></span></p>
<p>Quest&#8217;anno, però, uno dei portabandiera del made in Italy ambientale rischiava di vedersi scippato il bollino Unesco: l&#8217;arcipelago delle Eolie. Scongiurata dai commissari di Quebec City l&#8217;ipotesi di cancellazione, le isole escono dalla lista dei beni a rischio ma restano comunque delle «sorvegliate speciali» dall&#8217;Unesco. Punti caldi, la chiusura delle cave di pomice, i lavori di costruzione del porto e la gestione complessiva del sito da parte di un organismo unico. Una sconfitta sventata accanto alle vittorie della Ferrovia Retica e del duo Mantova/ Sabbioneta, scelto dall&#8217;Unesco perché fotografa aspetti diversi dello stesso genio rinascimentale, da una parte impegnato nel «rinnovo e nell&#8217;ampliamento di una città già esistente», dal-l&#8217;altra nella pianificazione di una italianissima città ideale. Uscendo dall&#8217;Italia, tra le new entry assolute di quest&#8217;anno, oltre a San Marino, ci sono Papua Nuova Guinea con il sito di agricoltura primitiva di Kuk, l&#8217;Arabia Saudita con le archeologie di Al-Hijr e i resti del palazzo e della tomba del re Mata a Vanuatu. Si aggiudicano un posto in lista anche due città della Malaysia — Melaka e George Town —, la pianura di Stari Grad in Croazia, le fortificazioni erette in Francia da monsieur Sébastien de Vauban, ingegnere militare del Re Sole, un complesso di sei edifici costruiti a Berlino tra il 1910 e il 1933, le chiese di legno dei Carpazi, in Slovacchia. E ancora, il tempio cambogiano di Preah Vinear, il sito di Joggins in Nuova Scozia (Canada), il monte Sanqingshan in Cina, il villaggio di Camagüey a Cuba, le lagune della Nuova Caledonia francese, l&#8217;isola di Surtsey in Islanda, le steppe di Saryaka in Kazakhistan, la foresta sacra di Mijikenda Kaya in Kenya, l&#8217;arcipelago yemenita di Socotra, la regione del Sardona in Svizzera, ben tre siti messicani (San Miguel, il santuario di Jésus di Nazareth e la riserva della farfalla Mariposa Monarca), i monasteri armeni del-l&#8217;Iran, i Tulou del Fujian in Cina, la penisola di Le Morne (Mauritius) e i luoghi santi Baha&#8217;i in Israele.</p>
<p>Giulia Ziino<br />
09 luglio 2008<br />
fonte:corriere.it</p>
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		<title>La cultura a Sondrio: alcune considerazioni sulla Biblioteca Ideale</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 11:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; APERTA
La biblioteca deve essere un luogo per tutti i cittadini senza alcuna distinzione di età, genere, razza, religione e condizione sociale.
Significa che la biblioteca, &#8220;via di accesso locale alla conoscenza&#8221; (Manifesto UNESCO sulle biblioteche pubbliche), deve rispondere alle esigenze informative, culturali e di apprendimento di tutti i membri della comunità che serve. La biblioteca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; APERTA</strong></p>
<p>La biblioteca deve essere un luogo per tutti i cittadini senza alcuna distinzione di età, genere, razza, religione e condizione sociale.<br />
Significa che la biblioteca, &#8220;via di accesso locale alla conoscenza&#8221; (Manifesto UNESCO sulle biblioteche pubbliche), deve rispondere alle esigenze informative, culturali e di apprendimento di tutti i membri della comunità che serve. La biblioteca che vogliamo si rivolge ai bambini (<u>a partire dai sei mesi di vita</u>), alle mamme e ai papà, agli adolescenti, agli immigrati, agli anziani.</p>
<p><strong>OGGI la biblioteca di Sondrio è frequentata in gran parte da studenti universitari, che la utilizzano prevalentemente come aula studio.</strong><span id="more-77"></span></p>
<p>L’aula studio è un servizio importante, ma non deve essere l’unico o quasi per una biblioteca. Si potrebbe pensare a una sala studio presso l’ex ristorante “la Scala” in Garberia (oggi quegli spazi sono di proprietà comunale), magari annettendogli l’Informagiovani. Oltre al decongestionamento della Biblioteca Civica si creerebbe un punto di aggregazione per la fascia di studenti scuole superiori/università con possibilità di razionalizzazione del personale di gestione e di ampliamento degli orari di apertura.</p>
<p><strong>E&#8217; VIVACE</strong></p>
<p>Una biblioteca aperta, quindi accessibile e fruibile per tutti, diventa un luogo d&#8217;incontro e scambio dei membri della comunità.<br />
Essa può naturalmente diventare punto di riferimento delle informazioni sulla comunità locale, assumere la funzione di snodo informativo per tutti (chi vuole veicolare l&#8217;informazione e chi la vuole trovare) raccordandosi agli altri servizi informativi del territorio (sportello del cittadino, informagiovani, internet saloon, policampus, spazio regione e altro)</p>
<p><strong>OGGI la biblioteca limita il suo campo d&#8217;azione al libro (consulenza bibliografica, prestito, consultazione)</strong></p>
<p><strong>E&#8217; GIOVANE</strong></p>
<p>La biblioteca punta sui giovani e i giovanissimi. I più piccoli devono trovare materiali e spazi a loro misura; i giovani devono trovare risposte alle loro esigenze culturali, di istruzione, informazione,<br />
tempo libero.<br />
Per questo è necessario creare uno &#8220;spazio morbido&#8221; dedicato ai bambini e un settore dedicato agli adolescenti.</p>
<p><strong>OGGI in biblioteca il materiale documentario per giovanissimi è carente e gli spazi ad essi dedicati, e quelli a disposizione della fascia più giovane in genere, sottodimensionati.</strong></p>
<p><strong>GUARDA AL FUTURO</strong></p>
<p>La biblioteca &#8220;è un organismo in crescita&#8221;(Ranganathan), si evolve e si modifica di pari passo con la società per offrire un servizio sempre efficace.<br />
Deve offrire materiali sempre nuovi, attuali e aggiornati, non solo libri e riviste ma anche cd musicali, dvd, banche dati online.<br />
In questo modo la biblioteca può diventare un agente di sviluppo sociale e personale, una vera e propria &#8220;agenzia per il cambiamento&#8221; (Linee guida IFLA/UnescosupportLineBreakNewLine]</p>
<p><strong>OGGI in biblioteca manca la sezione multimedia e un punto Internet</strong></p>
<p>Questo nonostante la pagina informativa della Biblioteca Civica di Sondrio, all’interno dei materiali informativi ufficiali della provincia, compaiano indicazioni diverse. Guardare al futuro potrebbe significare anche riconsiderare alcuni aspetti della “mission” cui si attiene attualmente la biblioteca della nostra città: se da un lato la conservazione dei documenti relativi alla cultura locale è altamente meritoria, lo stesso atteggiamento verso altri materiali riteniamo sia uno spreco di risorse umane, economiche, di tempo e, non ultimo, di spazio.</p>
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		<title>Manifesto UNESCO per le biblioteche pubbliche</title>
		<link>http://www.sondrio2020.it/2008/03/10/manifesto-unesco-per-le-biblioteche-pubbliche/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 08:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[La libertà, il benessere e lo sviluppo della società e degli individui sono valori umani fondamentali. Essi potranno essere raggiunti solo attraverso la capacità di cittadini ben informati di esercitare i loro diritti democratici e di giocare un ruolo attivo nella società. La partecipazione costruttiva e lo sviluppo della democrazia dipendono da un&#8217;istruzione soddisfacente, così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La libertà, il benessere e lo sviluppo della società e degli individui sono valori umani fondamentali. Essi potranno essere raggiunti solo attraverso la capacità di cittadini ben informati di esercitare i loro diritti democratici e di giocare un ruolo attivo nella società. La partecipazione costruttiva e lo sviluppo della democrazia dipendono da un&#8217;istruzione soddisfacente, così come da un accesso libero e senza limitazioni alla conoscenza al pensiero, alla cultura e all&#8217;informazione.<span id="more-68"></span><br />
La biblioteca pubblica, via di accesso locale alla conoscenza, costituisce una condizione essenziale per l&#8217;apprendimento permanente, l&#8217;indipendenza nelle decisioni, lo sviluppo culturale dell&#8217;individuo e dei gruppi sociali.<br />
Questo Manifesto dichiara la fede dell&#8217;UNESCO nella biblioteca pubblica come forza vitale per l&#8217;istruzione, la cultura e l&#8217;informazione e come agente indispensabile per promuovere la pace e il benessere spirituale delle menti di uomini e donne.<br />
Perciò, l&#8217;UNESCO incoraggia i governi nazionali e locali a sostenere le biblioteche pubbliche e a impegnarsi attivamente nel loro sviluppo.</p>
<h3>La biblioteca pubblica</h3>
<p>La biblioteca pubblica è il centro informativo locale che rende prontamente disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione.<br />
I servizi della biblioteca pubblica sono forniti sulla base dell&#8217;uguaglianza di accesso per tutti, senza distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua o condizione sociale. Servizi e materiali specifici devono essere forniti a quegli utenti che, per qualsiasi ragione, non abbiano la possibilità di utilizzare servizi e materiali ordinari, per esempio le minoranze linguistiche, le persone disabili, ricoverate in ospedale, detenute nelle carceri.<br />
Ogni fascia d&#8217;età deve trovare materiale rispondente ai propri bisogni. Le raccolte e i servizi devono comprendere tutti i generi appropriati di mezzi e nuove tecnologie, così come i materiali tradizionali. L&#8217;alta qualità e la rispondenza ai bisogni e alle condizioni locali sono fonda. mentali. I materiali devono riflettere gli orientamenti attuali e l&#8217;evoluzione della società, cosi come la memoria dell&#8217;immaginazione e degli sforzi dell&#8217;uomo.<br />
Le raccolte e i servizi non devono essere soggetti ad alcun tipo di censura ideologica, politica o religiosa, né a pressioni commerciali.</p>
<h3>Compiti della biblioteca pubblica</h3>
<p>I seguenti compiti chiave, che riguardano l&#8217;informazione, l&#8217;alfabetizzazione, l&#8217;istruzione e la cultura, dovrebbero essere al centro dei servizi della biblioteca pubblica:</p>
<p>1. creare e rafforzare nei ragazzi l&#8217;abitudine alla lettura fin dalla tenera età;<br />
2. sostenere sia l&#8217;educazione individuale e l&#8217;autoistruzione, sia l&#8217;istruzione formale a tutti i livelli;<br />
3. offrire opportunità per lo sviluppo creativo della persona;<br />
4. stimolare l&#8217;immaginazione e la creatività di ragazzi e giovani:<br />
5. promuovere la consapevolezza dell&#8217;eredità culturale, l&#8217;apprezzamento delle arti, la comprensione delle scoperte e innovazioni scientifiche;<br />
6. dare accesso alle espressioni culturali di tutte le arti rappresentabili;<br />
7. incoraggiare il dialogo interculturale e proteggere la diversità culturale;<br />
8. sostenere la tradizione orale;<br />
9. garantire l&#8217;accesso ai cittadini a ogni tipo di informazione di comunità;<br />
10. fornire servizi d&#8217;informazione adeguati alle imprese, alle associazioni e ai gruppi di interesse locali;<br />
11. agevolare lo sviluppo delle capacità di uso dell&#8217;informazione e del calcolatore;<br />
12. sostenere le attività e i programmi di alfabetizzazione rivolti a tutte le fasce d&#8217;età, parteciparvi e, se necessario, avviarli.</p>
<h3>Finanziamento, legislazione e reti</h3>
<p>- In linea di principio, l&#8217;uso della biblioteca pubblica deve essere gratuito.<br />
- La biblioteca pubblica rientra nelle responsabilità delle autorità locali e nazionali. Deve essere retta da una Iegislazione specifica e finanziata dalle amministrazioni nazionali e locali. Deve costituire una componente essenziale di ogni strategia a lungo termine per la cultura, per la diffusione dell&#8217;informazione, dell&#8217;alfabetismo e dell&#8217;istruzione.<br />
- Per assicurare cooperazione e coordinamento a livello nazionale, la legislazione e i programmi strategici devono anche definire e promuovere una rete bibliotecaria nazionale basata su standard di servizio accettati.<br />
- La rete bibliotecaria pubblica deve essere progettata tenendo conto delle biblioteche nazionali, regionali, di ricerca e speciali, così come delle biblioteche scolastiche e universitarie.</p>
<h3>Funzionamento e gestione</h3>
<p>- Deve essere formulata una politica chiara che definisca gli obiettivi, le priorità e i servizi tenendo conto dei bisogni della comunità locale. La biblioteca pubblica deve essere organizzata in maniera efficace e devono essere osservati standard professionali di funzionamento.<br />
- Deve essere garantita la cooperazione con i partner relativi, ad esempio gruppi di utenti e altri professionisti a livello sia locale, regionale e nazionale, sia internazionale.<br />
- I servizi devono essere fisicamente accessibili a tutti i membri della comunità. Ciò comporta una buona localizzazione degli edifici, attrezzature adatte per la lettura e lo studio, le tecnologie necessarie e orari di apertura sufficienti e comodi per gli utenti. Analogamente comporta servizi esterni per coloro che non sono in grado di frequentare la biblioteca.<br />
- I servizi bibliotecari devono essere adattati ai diversi bisogni delle comunità rurali e di quelle urbane.<br />
- Il bibliotecario è un intermediario attivo tra gli utenti e le risorse. La formazione e l&#8217;aggiornamento professionale del bibliotecario sono indispensabili per garantire servizi adeguati.<br />
- Devono essere svolte attività all&#8217;esterno e programmi di istruzione degli utenti affinché questi possano trarre vantaggio da tutte le risorse.</p>
<h3>Attuazione del Manifesto</h3>
<p>Le autorità responsabili a livello nazionale e locale e l&#8217;intera comunità bibliotecaria in tutto il mondo sono perciò esortate a mettere in pratica i principi espressi in questo Manifesto.</p>
<p>Copyright AIB 1995, pubblicato in <a href="http://www.aib.it/aib/commiss/cnbp/unesco.htm" title="apre il sito ufficiale" target="_blank">«AIB Notizie»</a> 7 (1995), n. 5, p. 1-2, traduzione di Maria Teresa Natale. La versione originale è stata pubblicata in «IFLA journal» 21 (1995), n. 1, p. 66-67.</p>
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		<title>Appunti di Stefano Scherini</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 09:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[La Primavera di Sondrio – un progetto culturale
Considerazioni generali
La cultura è di tutti! Un progetto culturale serio deve porsi l’obiettivo di rendere la cultura accessibile a tutti i cittadini della propria comunità, indipendentemente dal reddito o dal livello sociale. Tenendo conto dei gusti, delle aspettative, delle esigenze  e delle passioni differenti, si deve portare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>La Primavera di Sondrio – un progetto culturale<br />
Considerazioni generali</strong></p>
<p>La cultura è di tutti! Un progetto culturale serio deve porsi l’obiettivo di rendere la cultura accessibile a tutti i cittadini della propria comunità, indipendentemente dal reddito o dal livello sociale. Tenendo conto dei gusti, delle aspettative, delle esigenze  e delle passioni differenti, si deve portare la cultura a disposizione di tutte le persone, offrendo a tutti la possibilità di usufruirne.<br />
Un progetto culturale serio deve individuare percorsi culturali ed eventi realmente realizzabili, tenendo conto delle difficoltà economiche del nostro paese, del futuro difficile dell’economia, del probabile taglio agli enti locali (chiunque governerà a livello nazionale) e delle scarse risorse in particolare del nostro Comune e ancor più dell’Assessorato alla Cultura.<span id="more-63"></span>Inutile quindi pensare a tanti eventi molto belli ed ambiziosi ma anche estremamente costosi, quindi non realizzabili: ciò che allontana i cittadini dalla politica sono anche le promesse fantasmagoriche tipiche della campagna elettorale.<br />
Si deve valorizzare ciò che già esiste e ha grosse possibilità di crescita e ricaduta , finora inespressa, sui cittadini, pensare solo ad un paio di “grossi” accadimenti e concentrarsi su numerosi micro progetti a costo zero e/o molto basso:</p>
<p>Sondrio deve essere tutta un fiorire di eventi culturali, anche piccoli e piccolissimi, come un bellissimo campo multicolore.</p>
<p>In una parola: la Primavera!</p>
<p align="center"><strong>Strategie – il rinascimento culturale di Sondrio</strong></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p>Perché qualunque progetto culturale non resti solo l’elenco, anche realizzato, di una serie di idee, occorre non soltanto che la cultura vada ai cittadini ma anche che i cittadini vadano ad essa.</p>
<p>Ciò che vogliamo è un rinascimento culturale di Sondrio!</p>
<p>Fondamentale sarà dunque la partecipazione di tutte le realtà che già producono cultura sul nostro territorio, secondo uno schema di coinvolgimento-responsabilizzazione socioculturale. Vale a dire: se quanto produci, o produrresti,  è interessante, ti sostengo e ti aiuto, ti do i mezzi per svilupparti e crescere in cambio di “servizi culturali” per i cittadini.</p>
<p>Ancora: importantissimo, se desideriamo che Sondrio diventi una città che produce e consuma cultura, sarà l’ascolto dei desideri e delle proposte che dai semplici cittadini, oltre che dalle associazioni varie, possono venire. Non esiste cultura senza dialogo, discussione e ascolto. Siamo convinti che i sondriesi sono ricchi di idee e proposte.</p>
<p>Soprattutto sarà necessaria la comunicazione dei progetti e delle iniziative!</p>
<p>I cittadini sondriesi dovranno essere tempestati di offerte culturali, dovranno essere inseguiti dalla cultura e dall’informazione su di essa, fino ad esserne assetati e a chiederne sempre di più, nel più desiderato e splendido dei circoli virtuosi.</p>
<p align="center"><strong>I progetti</strong></p>
<p>1 – Valorizzazione di ciò che c’è.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt"><!--[if !supportLists]-->-          MIDOP:<!--[endif]--></p>
<p>è una risorsa impressionante! A fronte di un livello scientifico quasi inaudito (è l’unico festival di questo tipo nel mondo!), nonostante il gradimento di cui gode oggi il genere documentaristico presso il pubblico cinematografico, il pubblico non c’è. E’ assurdo pensare che nemmeno i nostri concittadini vanno alle proiezioni quando potrebbe essere una delle poche occasioni di accoglienza turistica culturale per la nostra città. Occorre un piano di comunicazione serio che faccia conoscere questo festival in città, in provincia, in regione e in tutta l’Italia perché ne ha i meriti e i titoli (pensate che non lo conoscono l’associazione dei documentaristi italiani, non Legambiente regionale o nazionale, non il ministero della cultura o quello dell’ambiente: assurdo). Si devono pensare attività didattiche (conocorsi cinematografici paralleli e ad esso collegati, per esempio) per le scuole di tutta la provincia ed anche della regione, per cominciare, per arrivare poi a tutti gli istituti nazionali. La MIDOP deve essere un fiore all’occhiello ed anche una risorsa economica per albergatori, ristoratori e commercianti: durante la settimana del festival Sondrio dovrebbe essere invasa da appassionati. Per questo vanno fatti crescere i sostegni economici anche dei privati. I Sondriesi devono imparare a conoscere e ad amare il loro piccolo-grande festival cinematografico. (qualunque approfondimento vogliate chiedermi, anche sulle possibilità operative, sono a disposizione).</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt"><!--[if !supportLists]-->-          TEATRO:<!--[endif]--></p>
<p>Inutile pensare a ristrutturare o riqualificare l’auditorium del POLICAMPUS: è semplicemente impossibile. Bisognerebbe abbatterlo e rifarlo da zero, si spenderebbe meno e con migliori risultati finali (del resto quella è una sala mensa riadattata). Si creerebbe insomma una brutta Sala San Rocco, già molto limitata per realizzarvi spettacoli teatrali o concerti.</p>
<p>Il Pedretti!</p>
<p>Ho personalmente visionato il progetto definitivo di ristrutturazione del Perdetti: è meraviglioso! Bisogna costringere la futura amministrazione a dotare la città del suo teatro, l’unico in Provincia che possa davvero assolvere le funzioni di un teatro quale un capoluogo di provincia deve avere. I lavori vanno cominciati immediatamente, rimuovendo gli ostacoli che stanno ritardando la messa in opera dei cantieri. Bisogna avere tempi certi di realizzazione.</p>
<p>Scuola di Teatro.</p>
<p>A fronte di un costo complessivo di circa 200.000 € in 10 anni, la Scuola di Teatro del Comune di Sondrio, ora chiusa, è stata frequentata da almeno 120 persone, ha avviato al lavoro come attore/attrice professionista di livello nazionale 4 persone, ha prodotto 3/4 operatori teatrali qualificati in Provincia che animano gruppi, scuole, istituti scolastici di ogni ordine e grado, ha fatto nascere almeno 2 gruppi filodrammatici in città che presentano regolarmente i propri spettacoli a Sondrio e in provincia. Quale altro corso professionale nella cultura può vantare altrettanta ricaduta di qualità?</p>
<p>Per tutti questi motivi auspico la riapertura della Scuola di Teatro del Comune di Sondrio, immaginando già come diversamente gestirla per farla ulteriormente crescere e per darne visibilità e maggior fruibilità ai cittadini. Se si finanzia la Scuola, si chiede agli allievi in cambio di regalare alcune serate di lettura-spettacolo gratuite per il Comune, come avviene per tutte le accademie-scuole di recitazione finanziate dai vari comuni in Italia.</p>
<p>Filodrammatiche cittadine.</p>
<p>Sono sorte, come detto sopra, grazie alla Scuola di Teatro.</p>
<p>Vanno valorizzate proponendo contributi e agevolazioni, che possano permettere loro di crescere, in cambio di una serie di eventi gratuiti per i cittadini. Penso per esempio ad un ciclo di incontri nelle biblioteche di Sondrio: si propongono grandi classici della letteratura, percorsi di lettura ragionati, con la presenza di qualche esperto (siamo pieni di volenterosi e bravissimi professori di liceo!) e la lettura interpretata ad opera di questi gruppi sostenuti dal Comune. Si possono pensare anche attività di animazione teatrale per i bambini con lo stesso schema (disponibile, data la natura del mio lavoro, ad occuparmene personalmente per quanto riguarda lo studio e l’impostazione).</p>
<p>Stagione Teatrale del Comune</p>
<p>Va mantenuta e sostenuta e se possibile anche meglio finanziata.</p>
<p>Bisogna anche ripensarla, cercando di formulare un cartellone migliore, più attento alle esigenze di tutti e in particolare del pubblico giovane.</p>
<p>Penso sarebbe interessante consultare e studiare collaborazioni e/o gemellaggi con FestTeatro di Tirano: Piergiorgio Evangelisti è persona intelligente, operatore teatrale capace che opera in Valtellina da anni. A volte può essere più facile lavorare con cartelloni comuni (almeno in parte): si abbattono i costi e si superano difficoltà organizzative.</p>
<p>Certo, resta difficile ampliare l’offerta data la difficoltà di strutture ricettive di Sondrio: non abbiamo un teatro (vedi la voce sopra “Pedretti”).</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt"><!--[if !supportLists]-->-          MUSICA:<!--[endif]--></p>
<p>Scuola di Musica del Comune di Sondrio</p>
<p>Vale il discorso fatto sopra. Queste realtà che hanno prodotto e producono tanto, in termini di cultura, vanno fatte crescere e non languire. Bisogna aiutarle con spazi dove operare e fondi per investire. Anche a loro, come ad ogni Scuola municipale del mondo (vedi la Verdi di Milano), si chiederanno in cambio incontri musicali gratuiti per il pubblico.</p>
<p>Nota &#8211; Si tenga conto che realtà come la Scuola di Musica già sono sostenute dal Comune e quindi si tratta di aumentare ove possibile il contributo, di trovare loro spazi più adeguati ove ne necessitino, in cambio di “servizi” culturali. Dovrebbe essere anche interesse loro avere occasioni qualificate e partecipate di confronto col pubblico rispetto alle materie (musica, recitazione) che studiano.</p>
<p>Stagione Musicale di Sondrio</p>
<p>Il Cid, gli Amici della Musica di Sondalo, da anni lavorano egregiamente nel proporre musica di eccellente qualità alla nostra città.</p>
<p>Bisogna lavorare insieme a loro per pensare una vera e propria stagione musicale della città di Sondrio.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt"><!--[if !supportLists]-->-          CINEMA:<!--[endif]--></p>
<p>Bisogna assolutamente realizzare o rimuovere gli ostacoli alla realizzazioni di nuove sale cinematografiche: è impensabile che esista il solo Excelsior!</p>
<p>2 – Novità. Grandi Eventi.</p>
<p>Credo che vadano individuati solo un paio di progetti grossi, data l’annosa difficoltà a reperire fondi, ma di sicuro segno. Ne elenco alcuni possibili, onerosi ma sostenibili (soprattutto col contributo di qualche privato):</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt"><!--[if !supportLists]-->-          Cinema all’aperto – Masegra (benissimo!)<!--[endif]--></p>
<p>Prime visioni estive all’aperto. Il cinema non si ferma d’estate, continuano ad uscire film, ed è giusto pensare ad una “stagione” cinematografica estiva all’aperto, in un luogo meraviglioso come il Masegra.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt"><!--[if !supportLists]-->-          Rassegna di teatro estiva – Masegra – Giardini Sassi &#8211; Piazza Garibaldi (se agibile)<!--[endif]--></p>
<p>Piccola rassegna di teatro all’aperto, 5/6 spettacoli al massimo. Credo sarebbe importante e i risultati di FesTeatro Estate di Tirano, ora chiuso ma che era frequentato da molto pubblico anche di Sondrio, dimostrano che c’è lo spazio e l’interesse dei cittadini.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt"><!--[if !supportLists]-->-          Stagione concertistica di Sondrio – Rassegna/Festival dei Cortili<!--[endif]--></p>
<p>Si può pensare, insieme al Cid o ad altre associazioni musicali (penso soprattutto al jazz), una rassegna estiva di musica nei cortili delle abitazioni “nobili” di Sondrio, o in altri luoghi adatti per la musica d’ascolto. Oltre al jazz si può prendere in considerazione anche la musica da camera (magari in questo caso in collaborazione con la Scuola di Musica).</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt"><!--[if !supportLists]-->-          Concerto di cantante pop<!--[endif]--></p>
<p>Sono più scettico: un grande unico concerto costa moltissimo e si esaurisce in un&#8217;unica serata, senza contare che tanto non riusciremmo mai ad avere un vero “big” perché costa troppo. Inoltre, di solito sono le località turistiche ad offrire già questo genere di eventi, in fin dei conti a pochi km dalla nostra città.</p>
<p>2a – Novità. Piccoli-grandi interventi.</p>
<p>L’idea è appunto quella che vadano pensati una serie di piccoli interventi a costo zero o quasi zero.</p>
<p>Ancora una volta: i Sondriesi vanno travolti dall’offerta!</p>
<p>Alcuni sono già contenuti nei punti sopraesposti, all’interno di “valorizzazione di ciò che c’è”, ma se ne possono pensare a decine. Si badi che la minor entità economica dell’impegno non corrisponde a minor qualità: al contrario! Credo che possano essere quasi più importanti questi interventi light degli altri perché, data la loro facile fattibilità, possono essere prolungati nel tempo e ripetuti molte volte, in modo da coprire la continua domanda di proposte culturali.Solo alcune possibilità:</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt"><!--[if !supportLists]-->-          Cineforum, invernale o estivo<!--[endif]--></p>
<p>Pensare ad interventi leggeri, la tecnologia oggi aiuta. Videoproiettore di qualità (comprato o noleggiato) e DVD. Cicli di interventi sul cinema curati da associazioni o esperti volontari. Si possono pensare d’estate in luoghi accoglienti all’aperto o al chiuso d’inverno (allora si si può pensare ad un uso per il Policampus, debitamente attrezzato).</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt"><!--[if !supportLists]-->-          Cicli di incontri con giornalisti e/o scrittori nelle biblioteche<!--[endif]--></p>
<p>Non occorre chiamare i Nobel della letteratura o i Premi Pulitzer del giornalismo: eccellenti professionisti vivono e lavorano a Milano o comunque vicino e i costi sarebbero contenuti.</p>
<p>Anche in questo caso è possibile pensare interventi complessi che prevedano la presenza di lettori-interpreti delle filodrammatiche, dunque sempre a costo zero!</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt"><!--[if !supportLists]-->-          Cicli di “guida all’ascolto” musicale<!--[endif]--></p>
<p>All’auditorium Torelli (o di nuovo al Policampus) si possono pensare incontri-lezioni a cura di insegnanti di musica (quelli delle scuole, sempre all’interno di un discorso di scambio coi contributi, oppure pagando piccole cifre gli ottimi insegnanti o musicisti presenti in Valle) che propongano ascolti guidati di classica, jazz, opera lirica o di qualunque tipo si voglia. Si potrebbe anche pensare di farne realizzare un ciclo a giovanissimi, che propongano altra musica, tipo il rock, il blues, o addirittura l’elettronica.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt"><!--[if !supportLists]-->-          Concerti di gruppi sondriesi all’aperto.<!--[endif]--></p>
<p>Penso al Comune che si fa carico della logistica e offre il palco attrezzato ai gruppi rock, jazz, classici, della città o comunque valtellinesi. Si può pensare anche al chiuso nelle stagioni più fredde, nei limiti della disponibilità dei luoghi e del tipo di musica proposta.</p>
<p>3 –  Sostegni alla Cultura fuori Sondrio</p>
<p>Credo che sia fondamentale pensare che un piccolo comune come il nostro non ha la forza di produrre e proporre un evento al giorno ai propri concittadini. Inoltre sarebbe anche insensato sperare o pensare di attrarre tutta la cultura che ci piace nella nostra città.</p>
<p>Dobbiamo anche pensare che, per esempio, dato che non abbiamo un vero teatro ci è preclusa la possibilità di assistere a spettacoli medio-grossi: avrete notato infatti che la stagione di San Rocco è ricca di monologhi e dialoghi.</p>
<p>Inoltre non è pensabile invitare a Sondrio le grandi mostre di capolavori che girano per le grandi città italiane: non c’è l’utenza sufficiente che giustifichi la spesa.</p>
<p>E’ giusto pensare allora di incentivare l’uscita da Sondrio per andare verso i grandi spettacoli, grandi concerti, le mostre, gli eventi che si realizzano fuori Sondrio ma relativamente vicino (a partire da Milano, per esempio).</p>
<p>Penso ad un fondo di sostegno per abbattere in parte i costi di viaggio e biglietto per i grandi eventi culturali che capitano nelle città lombarde o piemontesi o venete.</p>
<p>Immagino che una famiglia possa pensare la domenica di salire su un pullman organizzato dal comune e andare a Milano (al Piccolo, alla Scala, a Palazzo Reale per una mostra) e invece che spendere complessivamente per 3 persone 90 € ne spenda 50!</p>
<p>Penso cioè ad un comune che si fa organizzatore di viaggi culturali organizzati a prezzi sostenibili: non per fare l’agenzia viaggi ma per offrire quella cultura che non si può portare a Sondrio ma è relativamente vicina e tutti dovrebbero poter ammirare.</p>
<p>Come si diceva la cultura deve essere di tutti!</p>
<p>Ovviamente penso che si possa fare la domenica ma anche i pomeriggi per gli anziani. Così come è possibile immaginare attività rivolte agli adulti o ai bambini. Anche in questo caso le variabili e le possibilità di arricchimento dell’idea sono infinite: da visite ai musei scientifici per i ragazzi, alle compagnie di teatro per l’infanzia per i bambini, la presenza di esperti-accompagnatori che aiutino la fruizione dell’evento a cui si va ad assistere.</p>
<p>I costi di quest’idea? Modesti. Ad esempio: se ad ogni quota di partecipazione (viaggio + biglietto) si tolgono 10 €, con 1000 € si finanziano 100 persone, con 10.000 € si finanziano 1000 persone! Il costo è modesto, si potrebbe pensare di ricercare il contributo anche dai privati e 1000 persone per la nostra città sono già un bel numero!</p>
<p align="center"><strong>La Comunicazione</strong></p>
<p>E’ di primaria importanza.</p>
<p>Se davvero vogliamo cambiare rotta e portare una vera sana ventata di cultura nella nostra città, se vogliamo che la nostra Primavera fiorisca, se crediamo che la cultura sia davvero l’alternativa più importante per i giovani innanzitutto ma anche per gli anziani e tutti i nostri cari concittadini, oltre che per noi stessi allora dobbiamo essere molto bravi nel comunicare questa possibilità.</p>
<p>Come insegna la MIDOP, non basta presentare altissimi contenuti scientifici: bisogna anche saperli comunicare e spiegare.</p>
<p>Ecco perché penso che l’ufficio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Sondrio debba essere uno sportello sempre aperto, volano continuo di informazioni su ciò che avviene nella nostra città (dovrà essere tantissimo!) e su ciò che offrono anche i dintorni. Deve diventare uno sportello d’informazione culturale!</p>
<p>Non basta: la cultura deve andare incontro ai sondriesi!</p>
<p>Quindi penso ad incontri pubblici di presentazione dei vari eventi che via via si succederanno nella nostra città, tutti: da quelli grandi a quelli più piccoli.</p>
<p>Ancora: penso ad uno sportello mobile, qualcosa di molto semplice ma ben studiato, una specie di “banchetto” di informazioni e raccolta di adesioni, ma anche di indirizzi email dei cittadini al fine di mandargli puntualmente le notizie su quanto accade in città, da mettere in Piazza o in Via Dante il sabato mattina o pomeriggio.</p>
<p>In conclusione: sono davvero convinto che la nostra città, appena sarà scossa, comincerà subito a fiorire e germogliare e verrà incontro alle proposte e anzi si farà essa stessa promotrice di nuove iniziative.</p>
<p>Una follia? Io non credo.</p>
<p>Credo che possa essere il nostro rinascimento!</p>
<p>Legenda: questi appunti-manifesto valgono come mio contributo personale a disposizione della lista Sondrio 2020 per la voce “cultura” del programma elettorale. Ovviamente non sono vincolanti, devono essere discutibili e discussi e approfonditi e integrati, ché non esiste cultura senza dialogo e discussione. Sono dunque a disposizione di chiunque desideri chiarimenti o pormi domande, critiche o esprimermi perplessità.<br />
Vi ringrazio fin d’ora per l’attenzione che vorrete dedicarci.</p>
<p>Stefano Scherini</p>
<p><table style="border: 1px solid #CCC;" cellpadding="3" width="100%">
  <tr>
    <td width="35">
      <img src="http://www.sondrio2020.it/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/pdf.gif" alt="http://www.sondrio2020.it/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/pdf.gif">
    </td>
    <td>
      <b>download:</b> <a href="http://www.sondrio2020.it/?file_id=2">La primavera di Sondrio</a> <small>(28.92KB)</small><br />
      <b>added:</b> 19/03/2008 <br />
      <b>clicks:</b> 314 <br />
      <b>description:</b> La primavera di Sondrio Contributo di Stefano Scherini <br />
    </td>
  </tr>
</table><br />
<table style="border: 1px solid #CCC;" cellpadding="3" width="100%">
  <tr>
    <td width="35">
      <img src="http://www.sondrio2020.it/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/winzip.gif" alt="http://www.sondrio2020.it/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/winzip.gif">
    </td>
    <td>
      <b>download:</b> <a href="http://www.sondrio2020.it/?file_id=4">La primavera di Sondrio</a> <small>(21.74KB)</small><br />
      <b>added:</b> 19/03/2008 <br />
      <b>clicks:</b> 186 <br />
      <b>description:</b> La primavera di Sondrio Contributo di Stefano Scherini <br />
    </td>
  </tr>
</table></p>
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